Il fatto che il PSD non riesca più, nell'ultimo anno e qualcosa, a portare i propri candidati in elezioni importanti nemmeno al secondo posto è un fatto che dovrebbe far riflettere seriamente la dirigenza di questo partito.
Si è votato domenica, per un nuovo sindaco generale della Capitale, sotto un cielo cupo da cui scendeva quasi continuamente una pioggia fredda che invitava ai piaceri del focolare. È stata la contribuzione del tempo – credo notevole – al numero ridotto di elettori che hanno votato. Hanno votato quindi i più motivati, e loro hanno portato alla vittoria con un ampio margine Ciprian Ciucu, il sindaco del settore 6. È stata una vittoria di una migliore amministrazione, di uno stile aperto di comunicazione, ma anche di una relativa ripresa nel "catturare" la concorrenza sulla stessa fetta di elettorato. È ciò che non ha fatto – purtroppo per lui, ma anche per l’USR – il signor Cătălin Drulă, che non è riuscito a posizionarsi oltre il quarto posto. È stata anche una sconfitta per l'AUR, che sembrava ben posizionato per ottenere il primo seggio di sindaco generale di una capitale europea. Si corre un'altra tornata.
La buona notizia è che la vittoria di Ciucu rafforza la posizione di Ilie Bolojan. Rispetto al PSD, che non ha portato il proprio candidato a Bucarest oltre il terzo posto, dopo Anca Alexandrescu, sostenuta dall'AUR, che ha ottenuto un secondo posto. In secondo piano, rispetto al presidente Nicușor Dan, il cui sostegno da parte del premier è stato in questi mesi poco convincente, senza necessariamente ostacolarlo, ma nemmeno mettendo in gioco il proprio credito. Si spera che ora ci sarà una cooperazione tra il Comune e il Governo, che porti a qualche progresso in più nei prossimi anni nella gestione e soprattutto nello sviluppo della Capitale insieme a quello della contea di Ilfov. Oltre alla gestione di Bucarest, abbiamo bisogno della competenza e dell'onestà indiscutibile di Bolojan in continuazione, anche se gli aumenti di tasse e imposte non ci rendono felici né a noi di Bucarest, né al resto del paese. Non da ultimo, riconosco che mi fa piacere che la verbosità aggressiva e demagogica di Grindeanu abbia ricevuto un colpo. Il fatto che il PSD non riesca più, nell'ultimo anno e qualcosa, a portare i propri candidati in elezioni importanti nemmeno al secondo posto è un fatto che dovrebbe far riflettere seriamente la dirigenza di questo partito, che continua a presentarsi e a credere di essere il partito-re di Romania.
La straordinaria replica di Radoslaw Sikorski, ministro degli Esteri della Polonia, data a Elon Musk. Infuriato con l'UE che lo ha multato pesantemente, per violazioni dei diritti degli utenti sulla rete X, questo techno-fascista, membro di spicco della camorra abietta di un presidente indegno della vera grandezza degli Stati Uniti d'America, disposto a fare Bruderschaft con Putin e, di fatto, con chiunque gli porti soldi e leccate, Elon Musk ha avuto l'ardire di chiedere "l'eradicazione dell'Unione Europea" – cioè di un'associazione libera di paesi liberi, che si sono pronunciati per questa associazione in virtù di un diritto imprescrittibile delle nazioni. A cui Sikorski (con riferimento alle ambizioni senza limiti del miliardario e a un evento deplorevole della sua campagna) lo ha spedito "su Marte, a fare lì il saluto nazista, dove nessuno lo cenzurerà". Certo, tra i marziani potrebbe darsi che Musk non abbia più una volta l'occasione di gestire l'amministrazione di un grande paese – così come ha fatto con il suo DOGE – un'amministrazione di cui fino a un certo punto anche il suo padrone, Trump, si è stancato. Ma non lo piangeremo.
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