Douglas Stewart Carter, un americano di 71 anni, è stato liberato lunedì da una prigione dello Utah, dopo aver trascorso oltre 40 anni nel braccio della morte per un omicidio che non aveva commesso. Nuovi test del DNA hanno dimostrato che le prove raccolte sulla scena del crimine non gli appartengono.
Carter era stato condannato nel 1985 per l’omicidio di Eva Olesen, la zia del capo della polizia di Provo, e nuovamente condannato nel 1992. L’accusa si basava sulle dichiarazioni di due testimoni e su una confessione che, secondo l’uomo, era stata ottenuta sotto coercizione. Due decenni più tardi, i testimoni hanno ammesso che la polizia li avrebbe pagati e sottoposti a pressioni affinché testimoniassero contro di lui.
La difesa ha inoltre indicato un testimone che aveva affermato di aver visto un uomo bianco allontanarsi dalla scena del crimine, ma la pista non è stata investigata. La Corte Suprema dello Utah ha disposto un nuovo processo, fissato per il 2027, citando gravi irregolarità da parte della polizia. Carter è stato liberato su cauzione.
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