Un rapporto dell’European Policy Innovation Council (EPIC), pubblicato nel 2026, sostiene che l’inasprimento delle normative europee sui prodotti del tabacco potrebbe avere effetti contrari all’obiettivo di ridurre il fumo. L’analisi riguarda la futura revisione della direttiva sui prodotti del tabacco e sostiene che le autorità valutino soprattutto i rischi dei nuovi prodotti, senza considerare le conseguenze del mantenimento delle sigarette tradizionali come opzione accessibile.
Il rapporto cita valutazioni secondo cui i prodotti a tabacco riscaldato e le sigarette elettroniche presenterebbero un rischio inferiore rispetto al fumo tradizionale, precisando tuttavia che questa prospettiva è contestata e che l’Organizzazione mondiale della sanità sostiene un approccio più restrittivo.
Alla COP11, svoltasi nel 2025, diversi Stati, tra cui la Romania, hanno avvertito che trattare in modo uniforme prodotti con profili di rischio differenti può ignorare la realtà dei consumi. EPIC afferma che l’UE non è riuscita ad adottare una posizione comune, mentre le proposte discusse includevano il divieto degli aromi e la limitazione dei filtri.
Secondo il rapporto, la prevalenza del fumo nell’UE è scesa dal 29,3% nel 2009 al 24,6% nel 2023, ma il ritmo attuale porterebbe a circa il 21% nel 2035, ben al di sopra dell’obiettivo del 5%. Uno scenario restrittivo aumenterebbe la prevalenza al 25,3% nel 2027, mentre la prosecuzione della tendenza attuale indicherebbe il 15,6% nel 2050.
Gli autori stimano inoltre perdite economiche pari a 47,6 miliardi di euro all’anno nel periodo 2026-2030, dovute alla riduzione delle entrate fiscali e al trasferimento della produzione al di fuori dell’UE. Le cifre rappresentano scenari basati su ipotesi e la valutazione dell’effetto diretto delle normative rimane limitata dalla mancanza di dati quantitativi.
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