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  2. UE

La Commissione sostiene che Siri AI possa rispettare le norme UE senza ridurre la sicurezza, nella disputa con Apple

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14 settembre 2026, 11:54
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La Commissione europea respinge l'idea che le norme dell'UE obblighino Apple a ridurre la sicurezza dei suoi prodotti per lanciare la nuova versione di Siri AI. La controversia riguarda le condizioni alle quali gli assistenti concorrenti possono utilizzare le funzioni di iPhone e iPad: Apple invoca rischi per i dati degli utenti, mentre l'esecutivo europeo sostiene che il Regolamento sui mercati digitali richieda un accesso in condizioni di concorrenza eque.

In breve

1.La Commissione sostiene che l'apertura agli assistenti concorrenti sia compatibile con la protezione degli utenti. La sua risposta non annuncia una risoluzione della controversia né una data per il lancio di Siri AI nell'UE su iPhone e iPad.

2.Il regolamento consente protezioni strettamente necessarie e proporzionate. Apple deve giustificare le restrizioni con cui intende proteggere l'integrità del sistema.

3.Le decisioni europee del 2025 hanno dettagliato l'accesso a funzioni come le notifiche e il trasferimento di file. Chiariscono gli obblighi di Apple, ma non costituiscono un accertamento di violazione nel caso di Siri.


Apple ha annunciato a giugno il rinvio di Siri AI nell'UE per iOS 27 e iPadOS 27. Per macOS 27 e visionOS 27, l'azienda ha previsto la disponibilità della nuova versione anche nell'Unione. L'annuncio distingue quindi i sistemi operativi; non descrive un divieto europeo generale nei confronti di Siri.

Per l'accesso di altri assistenti ai dati e alle applicazioni, Apple afferma di aver proposto un intermediario di sicurezza, Trusted System Agent, e un'implementazione graduale nell'arco di 18 mesi, respinti dalla Commissione. Il briefing non offre una valutazione tecnica pubblica di questa architettura.

Per la Commissione, il problema di concorrenza emerge se un assistente Apple può utilizzare funzioni del sistema operativo alle quali i concorrenti non hanno un accesso comparabile. Un utente può installare un'applicazione alternativa, ma la scelta resta limitata se questa non può utilizzare le funzioni necessarie per fornire un servizio equivalente. L'interoperabilità mira proprio a questa possibilità di funzionare insieme alla piattaforma, non alla semplice presenza di un'applicazione nello store.

L'articolo 6, paragrafo (7), del Regolamento sui mercati digitali consente misure strettamente necessarie e proporzionate per proteggere l'integrità del sistema operativo, degli assistenti virtuali e delle funzioni offerte. L'operatore deve giustificarle. L'invocazione della sicurezza non pone quindi fine alla controversia: occorre stabilire quali protezioni siano necessarie e se mantengano l'accesso previsto dal regolamento.

La Commissione ha già applicato questa logica ad altre funzioni Apple. Le decisioni di specificazione adottate nel marzo 2025 hanno riguardato, tra l'altro, le notifiche sugli smartwatch connessi, il trasferimento wireless di file e il collegamento dei dispositivi. Un secondo insieme di misure ha mirato a rendere il processo di richiesta dell'interoperabilità più trasparente e prevedibile per gli sviluppatori. Sono esempi del modo in cui l'accesso si traduce in requisiti concreti, senza che tali decisioni costituiscano una soluzione dell'attuale controversia riguardante Siri.

Le decisioni di specificazione chiariscono gli obblighi di un operatore e non rappresentano, di per sé, accertamenti di una violazione né ammende. Per quanto riguarda Siri AI, la risposta della Commissione contenuta nel briefing mantiene il requisito che gli utenti dei prodotti Apple possano scegliere servizi di IA concorrenti a condizioni equivalenti. Non annuncia un accordo con l'azienda né una data concordata per il lancio su iPhone e iPad nell'UE.

Fonti

sursa imagine
2eu
Comisia susține că Siri AI poate respecta normele UE fără reducerea siguranței, în disputa cu Apple

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