La Commissione europea vuole accelerare l’uso dell’intelligenza artificiale nell’industria e, parallelamente, coordinare con i partner internazionali il ritmo di sviluppo dei modelli più avanzati, per limitare i rischi per la sicurezza. Thomas Regnier, portavoce della Commissione per la sovranità tecnologica, ha spiegato che i colloqui con i responsabili dei principali laboratori di IA sono ancora in preparazione, dopo l’annuncio fatto da Ursula von der Leyen nel discorso sullo stato dell’Unione.
In breve, la Commissione separa l’accelerazione dell’uso dell’IA nell’industria dal coordinamento dello sviluppo dei modelli più capaci. Il sostegno alle applicazioni economiche resta subordinato alla sicurezza, agli standard europei e ai diritti fondamentali. L’incontro annunciato da Ursula von der Leyen con i responsabili dei laboratori di IA è ancora in preparazione. Il Regno Unito e il Canada figurano tra i partner citati per la cooperazione internazionale, senza che il briefing abbia annunciato un accordo sul ritmo di sviluppo. La Commissione difende il Regolamento sull’IA come strumento di gestione dei rischi. Il briefing non ha precisato quali impegni dovrebbero assumere le aziende né come funzionerebbe il coordinamento internazionale dello sviluppo dei modelli.
Durante il briefing stampa della Commissione, a Regnier è stato chiesto se l’appello a moderare lo sviluppo dei modelli avanzati rappresentasse la politica dell’esecutivo europeo. Egli ha distinto l’uso dell’IA nell’economia dai rischi associati ai modelli che si trovano al limite delle attuali capacità tecnologiche. Per le applicazioni industriali, la Commissione punta ad accelerare l’adozione, nel rispetto della sicurezza, degli standard europei e dei diritti fondamentali. Per i modelli più capaci, ritiene necessaria un’azione coordinata a livello internazionale, poiché i rischi oltrepassano i confini dell’Unione.
La componente industriale comprende già cinque settori prioritari, presentati da von der Leyen a Strasburgo nel discorso del 16 settembre. Sono la sanità, i trasporti, il settore agroalimentare, la produzione avanzata e la difesa e lo spazio. La presidente della Commissione ha annunciato iniziative per novembre e ha indicato i dati detenuti dalle industrie europee come una risorsa per sviluppare modelli adattati alle loro esigenze.
Per quanto riguarda i modelli avanzati, Regnier ha citato gli incidenti delle ultime settimane e degli ultimi mesi e gli avvertimenti provenienti proprio dai dirigenti delle aziende che li sviluppano. Nella risposta non ha fornito dettagli su tali incidenti. Ha tuttavia precisato l’ordine delle iniziative previste dalla Commissione, che intende collaborare innanzitutto con partner internazionali, tra cui il Regno Unito e il Canada, e organizzare il confronto con i responsabili dei laboratori. Al momento del briefing, i preparativi erano in corso e non era stata annunciata alcuna data per l’incontro.
Von der Leyen sostiene anche un appello internazionale, pubblicato dalla Presidenza finlandese, per mantenere l’IA sotto il controllo umano. Il documento chiede alle aziende di effettuare test prima del lancio e valutazioni indipendenti, garantendo agli esaminatori un accesso sufficiente. Propone agli Stati membri dell’ONU di esaminare la creazione di un’istituzione incaricata di stabilire standard, consentire verifiche e riunire gli Stati quando vengono superate determinate soglie di capacità dei sistemi. L’appello formula una proposta di cooperazione, senza istituire tale organismo.
Alla domanda su come un simile organismo si integrerebbe nell’architettura esistente e quale ruolo spetterebbe agli Stati Uniti e alla Cina, Regnier ha sostenuto che l’Europa deve svolgere un ruolo di primo piano, senza precisare le competenze degli altri partner. L’argomento della Commissione è che l’esperienza europea nella regolamentazione può contribuire alla risposta internazionale. Il briefing non ha presentato un mandato negoziato, una struttura di governance o un calendario per la possibile istituzione.
Nell’UE, il Regolamento sull’intelligenza artificiale prevede già obblighi specifici per i fornitori di modelli di IA per uso generale con rischio sistemico. Questi includono la valutazione dei modelli e i test avversariali, con cui vengono ricercati comportamenti pericolosi, la valutazione e la riduzione dei rischi a livello dell’Unione, la segnalazione degli incidenti gravi all’Ufficio per l’IA e, se del caso, alle autorità nazionali, nonché la protezione cibernetica dei modelli e dell’infrastruttura. Gli obblighi riguardano questa categoria giuridica, non indistintamente qualsiasi applicazione industriale dell’IA.
Il dibattito sulla sicurezza si svolge sullo sfondo di alcune limitazioni della capacità europea di sviluppare modelli di questo tipo. Nelle conclusioni degli esperti pubblicate dall’Ufficio per l’IA a luglio, l’infrastruttura di calcolo e l’energia necessaria figuravano tra le priorità urgenti, insieme all’accesso ai capitali e all’attrazione di specialisti. Gli esperti constatavano che lo sviluppo dei modelli di punta è concentrato in larga parte al di fuori dell’UE. La loro valutazione, che non rappresenta la posizione ufficiale della Commissione, raccomanda di rafforzare la capacità dell’Europa di accedere a queste tecnologie, sceglierle e controllarle.
Regnier ha difeso l’adeguatezza del Regolamento sull’IA e ha affermato che l’agenzia europea per la cybersicurezza ha accesso ai più recenti modelli avanzati, senza presentare i risultati delle valutazioni. Il prossimo passo annunciato nei rapporti con l’industria resta l’incontro con i responsabili dei laboratori. Il briefing non ha precisato quale forma assumerebbe il coordinamento del ritmo di sviluppo né quali impegni accetterebbero le aziende.
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