Google ha chiesto al Tribunale dell'Unione europea di Lussemburgo di sospendere l'ordinanza della Commissione europea con cui l'azienda è obbligata a fornire a OpenAI e ad altri motori di ricerca rivali l'accesso ai propri dati di ricerca. La richiesta è stata presentata martedì, nell'ambito dell'azione con cui Google contesta in giudizio la misura europea.
L'azienda sostiene che l'ordinanza possa arrecare gravi danni alla privacy e alla sicurezza di milioni di utenti europei. Google ha chiesto anche l'adozione di una misura provvisoria, sostenendo che sia necessaria fino alla risoluzione della controversia.
La Commissione europea, che svolge anche il ruolo di autorità garante della concorrenza dell'Unione, ha disposto a luglio che Google fornisca l'accesso ai dati di ricerca. La misura mira a consentire ai chatbot basati sull'intelligenza artificiale e ad altri concorrenti di competere più efficacemente con Google Search e di offrire agli utenti più opzioni.
L'esecutivo comunitario afferma che la decisione rispetta i requisiti relativi all'integrità, alla sicurezza dei servizi e alla protezione dei dati personali. L'iniziativa di Google fa parte dell'offensiva legale dell'azienda contro le norme europee volte a limitare il potere delle grandi piattaforme tecnologiche.
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