Google è stata multata lunedì per 403 milioni di euro dalla Commissione irlandese per la protezione dei dati (DPC), per la violazione delle norme europee sulla protezione dei dati personali. La sanzione riguarda il modo in cui l’azienda ha trattato i dati di geolocalizzazione degli utenti, anche per determinati servizi e prodotti.
L’autorità ha stabilito che gli utenti potevano non essere informati adeguatamente del fatto che la loro posizione veniva utilizzata per influenzare gli annunci pubblicitari o dedurre i loro interessi personali. Di conseguenza, potevano perdere il controllo sui propri dati personali, ha spiegato Graham Doyle, commissario della DPC.
L’indagine è stata aperta nel 2020, in seguito alle denunce presentate da organizzazioni europee per i diritti dei consumatori. L’inchiesta ha analizzato le funzionalità «Attività web e app», «Cronologia delle posizioni» e «Precisione della posizione», alla luce dei requisiti del RGPD.
Google ha sostenuto che la sanzione riguarda pratiche più datate, aggiornate nel frattempo. L’azienda afferma che, dal 2019, ha migliorato le proprie procedure e introdotto strumenti per la gestione dei dati sulla posizione. La multa è la quarta più alta mai inflitta dalla DPC, che vigila su Google a livello europeo. L’azienda è inoltre oggetto di altre tre indagini da parte dell’autorità.
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