Meta, la società proprietaria di Facebook, Instagram e WhatsApp, è stata condannata da un giudice dello Stato americano del Nuovo Messico a pagare una multa record di 25 miliardi di dollari. La decisione è stata pronunciata mercoledì, al termine di un processo durato due settimane, durante il quale il tribunale ha stabilito che l’azienda aveva indotto il pubblico in errore riguardo al modo in cui aveva gestito e distribuito i dati degli utenti di Facebook.
Il caso è legato allo scandalo Cambridge Analytica, esploso dopo che informazioni sugli utenti erano state utilizzate in attività di consulenza politica, comprese le campagne per le elezioni presidenziali americane del 2016. Lo Stato del Nuovo Messico ha sostenuto che i rappresentanti di Facebook avessero affermato ripetutamente che i dati non venivano venduti o condivisi con terze parti, sebbene ciò sarebbe avvenuto.
Il giudice Francis Mathew ha ritenuto che le violazioni fossero intenzionali e si fossero protratte per oltre 11 anni, tra il 2010 e il 2021. Secondo il magistrato, le comunicazioni della dirigenza di Meta, comprese quelle di Mark Zuckerberg, erano concepite per indurre il pubblico in errore. La sanzione avrebbe potuto raggiungere i 219 miliardi di dollari, ma il tribunale l’ha ridotta a 25 miliardi. Meta non ha fornito immediatamente una dichiarazione.
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