Ursula von der Leyen e Tim Cook hanno discusso a New York della sicurezza dei bambini e della tutela della privacy. La proposta europea introdurrebbe obblighi per la distribuzione delle app e l’accesso dei minori, ma il resoconto dell’incontro non annuncia impegni concreti da parte di Apple né un accordo sul testo.
La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha discusso con Tim Cook, presidente esecutivo del consiglio di amministrazione di Apple, della protezione dei bambini online e della proposta EU KIDS Act, a New York, a margine dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite. La discussione arriva dopo la presentazione di un progetto che imporrebbe anche agli app store obblighi riguardanti la verifica dell’età e l’accesso dei minori a servizi adatti a loro.
In breve
La discussione tra Ursula von der Leyen e Tim Cook ha riguardato l’EU KIDS Act e la protezione dei bambini. La Commissione ha riferito di un accordo sull’importanza della privacy e della sicurezza, senza annunciare il pieno sostegno di Apple al progetto.
La proposta chiederebbe agli app store di verificare l’età e controllare l’accesso dei minori alle app inadatte. Per i social network interessati, soluzioni certificate confermerebbero il raggiungimento della soglia di età senza rivelare l’identità dell’utente.
I nuovi obblighi non sono ancora applicabili. Il Parlamento europeo e il Consiglio devono negoziare il testo e l’incontro non stabilisce misure o scadenze di attuazione per Apple.
Riferendo dell’incontro al briefing della Commissione, la vice portavoce capo, Arianna Podestà, ha detto che i due hanno convenuto sull’importanza di proteggere la privacy, la sicurezza e l’incolumità dei bambini. Von der Leyen ha chiesto che l’innovazione delle aziende tecnologiche offra ai genitori strumenti di controllo e ai giovani utenti una protezione solida. Il resoconto non annuncia un impegno di Apple a sostenere integralmente la proposta né modifiche concrete ai prodotti dell’azienda.
Il progetto prevede obblighi a livello degli app store attraverso i quali vengono distribuite le applicazioni. Questi dovrebbero classificare ogni app in base all’età degli utenti e impedire ai minori di accedere o acquistare quelle ritenute inadatte alla loro età. I fornitori dovrebbero pubblicare la metodologia di classificazione, valutare l’età degli utenti e consentire la distribuzione nello store della soluzione europea per la verifica dell’età. Per i bambini di età inferiore ai 13 anni, l’accesso sarebbe attivato e controllato tramite gli strumenti destinati ai genitori o ai tutori.
Per l’accesso ai social network interessati, la Commissione propone verifiche tramite soluzioni certificate, indipendenti dalle piattaforme, che confermino il raggiungimento della soglia di età senza rivelare l’identità dell’utente. La piattaforma riceverebbe la risposta relativa al soddisfacimento del requisito di età, senza esaminare il documento d’identità. Ogni Stato membro dovrebbe offrire almeno una modalità gratuita per dimostrare l’età, anche alle persone prive di identità digitale.
Apple dispone già di uno strumento attraverso il quale le app possono ricevere la fascia d’età di un utente, senza la data esatta di nascita. Secondo la documentazione dell’azienda, la funzione Age Range for Apps utilizza le informazioni presenti nell’account Apple e, per i bambini e gli adolescenti di un gruppo familiare, deve essere configurata da un genitore o tutore. La documentazione precisa anche un limite della protezione offerta da questa comunicazione limitata di dati. Lo sviluppatore di un’app può associare la risposta ricevuta a informazioni personali raccolte separatamente. Il resoconto dell’incontro non include una valutazione europea della conformità di questo strumento alla proposta.
La proposta, presentata il 17 settembre, vieterebbe gli account sui social network ai minori di 13 anni e consentirebbe ai tredicenni e quattordicenni solo account limitati, gestiti da un genitore o tutore, con al massimo un’ora di utilizzo al giorno. A partire dai 15 anni, i minori potrebbero gestire i propri account. L’accesso graduale sarebbe accompagnato da protezioni integrate nei servizi, tra cui profili privati per impostazione predefinita e restrizioni sulle funzioni che incoraggiano l’uso eccessivo.
La protezione dei minori è già affrontata dal Regolamento sui servizi digitali. Gli orientamenti pubblicati dalla Commissione nel luglio 2025 raccomandano, tra l’altro, profili privati per impostazione predefinita e la disattivazione di alcune funzioni, come la riproduzione automatica o le notifiche che favoriscono l’uso eccessivo. Questi orientamenti servono a valutare il rispetto degli obblighi esistenti; l’applicazione delle raccomandazioni è volontaria e non garantisce automaticamente la conformità. Non devono essere confusi con gli obblighi aggiuntivi previsti dal nuovo progetto di regolamento.
L’EU KIDS Act rimane una proposta che deve essere negoziata e adottata dal Parlamento europeo e dal Consiglio. La discussione con Apple non modifica questa fase e non stabilisce un calendario di applicazione per l’azienda; gli obblighi finali dipenderanno dal testo concordato dai colegislatori.
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