La Lituania diventerà il bersaglio delle armi nucleari russe se ospiterà armi puntate contro la Russia, ha avvertito Dmitri Peskov, portavoce del Cremlino, in un’intervista rilasciata al Primo Canale e citata dall’agenzia TASS. La dichiarazione arriva nel contesto dell’iniziativa di Vilnius volta a eliminare dalla Costituzione il divieto di dislocare armi nucleari sul territorio del Paese.
Peskov ha sostenuto che una simile misura rappresenterebbe una grave escalation delle tensioni e ha affermato che, in tal caso, il territorio lituano finirebbe nel mirino delle armi nucleari russe.
Il presidente lituano Gitanas Nauseda ha annunciato a luglio di voler fare partecipare il suo Paese alla deterrenza nucleare occidentale contro la Russia. Ha tuttavia precisato che non esistono piani immediati per lo stoccaggio di armi nucleari in Lituania.
Un gruppo di 50 parlamentari ha presentato un progetto di emendamento costituzionale. Per la sua approvazione sono necessari due voti in Parlamento, con una maggioranza di due terzi, tra i quali deve intercorrere un intervallo di almeno tre mesi. La modifica potrebbe essere approvata entro la fine dell’anno. La Lituania afferma che resterà parte del Trattato di non proliferazione nucleare.
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