La Russia ha inviato alla NATO una lettera di protesta nella quale avverte che potrebbe utilizzare l’intero arsenale militare, comprese le armi nucleari, se gli Stati membri dell’Alleanza tentassero di isolare la regione di Kaliningrad dal resto della Federazione Russa. Mosca sostiene che le esercitazioni militari della NATO nella regione baltica, svolte nell’agosto 2026, simulino operazioni per il controllo dell’enclave e aumentino il rischio di un conflitto armato diretto.
Il documento è stato trasmesso tramite l’Ambasciata russa in Belgio, che ha denunciato quella che definisce un’intensificazione senza precedenti dell’attività militare della NATO ai confini occidentali della Russia. Mosca ha chiesto agli Stati membri di rinunciare a misure considerate destabilizzanti e ha avvertito che, in caso di tentativo di isolamento di Kaliningrad, potrebbe prendere di mira anche i centri decisionali dei Paesi dell’Alleanza.
La NATO ha confermato di aver ricevuto la lettera e ha risposto condannando le minacce e la «retorica nucleare irresponsabile» della Russia. L’Alleanza sostiene che le sue esercitazioni abbiano carattere difensivo e che disponga delle risorse necessarie per difendere ogni centimetro del territorio alleato.
Kaliningrad è un’exclave russa situata tra Polonia, Lituania e Mar Baltico, senza un confine terrestre diretto con il resto della Russia. Le tensioni si sono intensificate sullo sfondo della guerra in Ucraina e del rafforzamento militare della NATO sul fianco orientale.
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