La Commissione Europea avverte che la decisione di Meta di consentire solo il proprio assistente AI su WhatsApp rischia di causare un danno grave e irreparabile alla concorrenza nel mercato emergente degli assistenti AI.
La Commissione Europea ha notificato a Meta riguardo a possibili misure provvisorie destinate a invertire l'esclusione degli assistenti di intelligenza artificiale di terzi dall'accesso e dall'interazione con gli utenti di WhatsApp, ritenendo preliminarmente che questa pratica potrebbe violare le norme antitrust dell'Unione Europea e potrebbe gravemente influenzare la concorrenza in un mercato in pieno sviluppo.
In breve
1. La Commissione ha inviato a Meta una Dichiarazione di Obiezioni riguardo a possibili misure provvisorie.
2. Dal 15 gennaio 2026, su WhatsApp è disponibile solo l'assistente Meta AI.
3. La Commissione considera preliminarmente che Meta sia dominante nel mercato delle applicazioni di comunicazione.
4. WhatsApp è qualificato come un punto di accesso essenziale per gli assistenti AI.
5. Le misure provvisorie sono analizzate a causa del rischio di danno grave e irreparabile alla concorrenza.
Secondo la Commissione Europea, Meta avrebbe escluso gli assistenti di intelligenza artificiale di uso generale dei terzi dall'accesso e dall'interazione con gli utenti di WhatsApp, a seguito di una modifica dei termini di WhatsApp Business Solution. L'aggiornamento è stato annunciato da Meta il 15 ottobre 2025 ed è entrato in vigore il 15 gennaio 2026, momento in cui l'unico assistente AI disponibile su WhatsApp è diventato Meta AI.
Il governo europeo ha inviato a Meta una Dichiarazione di Obiezioni in cui esprime la sua opinione preliminare secondo cui questa condotta "sembra, a prima vista, violare le norme UE in materia di concorrenza" e rischia di bloccare l'ingresso o l'espansione dei concorrenti nel mercato degli assistenti AI, che si trova in una fase di sviluppo rapido.
La Commissione conclude preliminarmente che Meta "è probabile che detenga una posizione dominante nel mercato delle applicazioni di comunicazione per consumatori nello Spazio Economico Europeo", in particolare tramite WhatsApp, e che potrebbe abusare di questa posizione dominante rifiutando di consentire l'accesso ad altre imprese, inclusi gli assistenti AI dei terzi.
Nella sua valutazione, la Commissione sottolinea che WhatsApp rappresenta "un punto di accesso importante che consente agli assistenti AI di uso generale di raggiungere i consumatori", e l'esclusione dei concorrenti rischia di sollevare barriere significative all'ingresso e di marginalizzare irreversibilmente gli attori più piccoli in un mercato emergente.
Tenendo conto di questi rischi, la Commissione intende imporre misure provvisorie per prevenire "un danno grave e irreparabile alla concorrenza", riservandosi il diritto di Meta di rispondere alle accuse e di esercitare il proprio diritto di difesa. L'invio della Dichiarazione di Obiezioni non anticipa l'esito finale dell'indagine.
La Vicepresidente esecutiva della Commissione Europea, Teresa Ribera, ha dichiarato che "l'intelligenza artificiale porta innovazioni straordinarie per i consumatori, e una di queste è il mercato emergente degli assistenti AI" e ha sottolineato che "dobbiamo proteggere la concorrenza effettiva in questo settore dinamico, il che significa che non possiamo permettere alle aziende tecnologiche dominanti di sfruttare illegalmente la loro posizione per ottenere un vantaggio sleale".
Ha aggiunto che "i mercati dell'intelligenza artificiale si stanno sviluppando a un ritmo rapido, quindi dobbiamo agire rapidamente"; per questo motivo, la Commissione "sta considerando l'imposizione rapida di misure provvisorie contro Meta, per mantenere l'accesso dei concorrenti a WhatsApp durante l'indagine e per evitare che la nuova politica di Meta influisca irreparabilmente sulla concorrenza in Europa".
Il caso riguarda lo Spazio Economico Europeo, ad eccezione dell'Italia, dove l'autorità nazionale della concorrenza ha già imposto misure provvisorie contro Meta a dicembre 2025. L'indagine della Commissione è stata ufficialmente aperta il 4 dicembre 2025 e si basa sull'articolo 102 del Trattato sul funzionamento dell'Unione Europea e sull'articolo 54 dell'Accordo sullo Spazio Economico Europeo.
L'articolo 102 TFUE vieta l'abuso di posizione dominante che può influenzare il commercio e la concorrenza nel mercato interno. Il Regolamento 1/2003 consente alla Commissione Europea di imporre misure provvisorie quando esiste, a prima vista, una violazione delle norme di concorrenza e un rischio di danno grave e irreparabile. L'adozione di tali misure non pregiudica le conclusioni finali dell'indagine di merito.
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