La relatrice del Parlamento europeo per la procedura riguardante l’Ungheria ai sensi dell’articolo 7 chiede alla Commissione di dimostrare che i rischi per il bilancio dell’UE sono stati affrontati mediante riforme effettivamente attuate. La Commissione propone di revocare le misure di condizionalità del 2022, ripristinando così impegni per 4,2 miliardi di euro e l’accesso delle università interessate a Erasmus+ e Horizon Europe.
Tineke Strik, relatrice del Parlamento europeo per la procedura riguardante l’Ungheria ai sensi dell’articolo 7 del Trattato sull’Unione europea, chiede alla Commissione di spiegare perché ritenga che i rischi per il bilancio dell’UE siano stati sufficientemente affrontati per revocare le misure di condizionalità. La sua posizione interviene dopo che la Commissione ha proposto al Consiglio di ripristinare impegni per un valore di 4,2 miliardi di euro nell’ambito della politica di coesione e di eliminare le restrizioni che incidono sulla partecipazione di alcune università ungheresi a Erasmus+ e Horizon Europe.
In breve
1.Strik afferma che i progressi dell’Ungheria devono essere riconosciuti, ma che lo sblocco di miliardi di euro dei fondi UE deve basarsi su riforme effettivamente attuate, non su promesse relative a cambiamenti futuri. Chiede alla Commissione di precisare i motivi per cui ritiene che i rischi per il bilancio europeo siano ora sufficientemente controllati.
2.Secondo la Commissione europea, l’Ungheria ha affrontato i problemi individuati negli appalti pubblici, nel quadro anticorruzione, nei conflitti di interesse e nell’efficacia dell’azione della procura. La valutazione positiva della Commissione, tuttavia, non revoca da sola le misure, poiché la decisione spetta al Consiglio.
3.Se la proposta sarà approvata, saranno ripristinati impegni per 4,2 miliardi di euro nell’ambito della politica di coesione e gli studenti e i ricercatori delle università gestite da fondazioni ungheresi di interesse pubblico potranno nuovamente beneficiare di Erasmus+ e Horizon Europe. Il Consiglio ha un mese per decidere.
4.La revoca delle misure di condizionalità non chiude la procedura riguardante l’Ungheria ai sensi dell’articolo 7. Essa esamina una serie più ampia di questioni relative ai valori dell’Unione, e il Parlamento ha avviato la procedura nel 2018.
La Commissione europea propone di revocare le misure adottate nel 2022 ai sensi del regolamento sulla condizionalità dopo aver analizzato le riforme notificate dalle autorità ungheresi e il modo in cui sono state attuate. Secondo la valutazione della Commissione, non sussistono più le condizioni che avevano giustificato le misure di protezione del bilancio dell’Unione.
Tra gli ambiti analizzati figurano gli appalti pubblici, il quadro anticorruzione, la prevenzione dei conflitti di interesse e l’efficacia dell’azione delle autorità giudiziarie penali. La Commissione indica il rafforzamento delle competenze dell’Autorità per l’integrità e del suo accesso ai dati, la modifica del sistema delle dichiarazioni patrimoniali, l’estensione del controllo giurisdizionale su alcune decisioni delle autorità investigative e giudiziarie penali e il consolidamento dei controlli sull’utilizzo dei fondi europei.
Le misure del 2022 riguardavano due componenti. Il Consiglio ha sospeso il 55% degli impegni di bilancio per tre programmi della politica di coesione e ha vietato alla Commissione di concludere nuovi impegni giuridici con le fondazioni ungheresi di interesse pubblico e con le entità da esse gestite nell’ambito dei programmi finanziati mediante gestione diretta o indiretta. Erasmus+ e Horizon Europe figuravano tra i programmi interessati.
La proposta attuale ripristinerebbe 4,2 miliardi di euro degli impegni sospesi. Se approvata dal Consiglio, verrebbe eliminato anche il divieto che impedisce nuovi impegni finanziari con le entità gestite dalle fondazioni di interesse pubblico, consentendo la ripresa della partecipazione degli studenti e dei ricercatori interessati a Erasmus+ e Horizon Europe.
Nella sua dichiarazione Strik non contesta l’esistenza di progressi. La relatrice afferma che questi devono essere riconosciuti e considera importante il ritorno delle università ungheresi nei due programmi europei. Insiste tuttavia sul fatto che una decisione riguardante miliardi di euro del bilancio dell’UE deve basarsi su riforme attuate nella pratica e non su impegni relativi a ciò che le autorità intendono fare in seguito.
Uno dei punti sollevati riguarda la situazione delle fondazioni di interesse pubblico. Strik afferma che il processo di graduale eliminazione di queste fondazioni è ancora in corso e chiede alla Commissione di spiegare perché ritenga che i rischi per il bilancio siano sufficientemente affrontati, dato che tale riforma non è ancora conclusa. La Commissione, invece, afferma che l’Ungheria ha aumentato la trasparenza e affrontato i rischi di conflitto di interesse associati a tali fondazioni, in vista della loro cessazione.
La relatrice chiede inoltre che il Parlamento riceva informazioni dettagliate sulla motivazione della proposta. Secondo la sua dichiarazione , la portata della decisione e le sue implicazioni per il denaro dei contribuenti giustificano l’esercizio del ruolo di controllo democratico del Parlamento previsto dal regolamento sulla condizionalità.
La valutazione di bilancio deve essere separata dalla procedura riguardante l’Ungheria ai sensi dell’articolo 7. Quest’ultima ha un ambito più ampio e riguarda la situazione dei valori sanciti dai trattati UE. Il Parlamento ha avviato la procedura nel 2018 e ha continuato successivamente a esaminare gli sviluppi in Ungheria.
La proposta della Commissione non sblocca automaticamente i 4,2 miliardi di euro e non elimina immediatamente le restrizioni su Erasmus+ e Horizon Europe. Il Consiglio deve esaminare la proposta e ha un mese di tempo per decidere se revocare le misure adottate nel 2022.
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