La Commissione europea ha proposto mercoledì 23 settembre di sbloccare 4,2 miliardi di euro dei fondi di coesione destinati all’Ungheria, dopo che il nuovo governo di Budapest ha adottato misure per rafforzare lo Stato di diritto e proteggere gli interessi finanziari dell’Unione europea.
La somma rappresenta una parte dei 16,4 miliardi di euro di fondi per la ripresa e la coesione congelati dall’UE. La Commissione aveva annunciato a maggio che i fondi sarebbero stati sbloccati gradualmente, man mano che le autorità ungheresi avessero applicato le riforme concordate con le istituzioni europee.
La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha dichiarato che l’Ungheria ha compiuto «passi importanti» nel settore dello Stato di diritto e della protezione del bilancio europeo.
Nella stessa decisione, la Commissione ha annunciato la riapertura dell’accesso degli studenti e dei ricercatori ungheresi ai programmi Erasmus+ e Horizon Europe.
Lo sblocco dei fondi non è ancora definitivo. La proposta deve essere approvata ufficialmente da tutti gli Stati membri in sede di Consiglio dell’Unione europea, inclusa la Romania. La decisione segna un cambiamento rispetto al periodo in cui Bruxelles aveva mantenuto i fondi sospesi a causa delle preoccupazioni relative allo Stato di diritto e alla gestione dei fondi europei.
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