La Commissione ritiene che le riforme riguardanti gli appalti pubblici, la lotta alla corruzione e i conflitti di interessi giustifichino la revoca delle restrizioni adottate nel 2022. La proposta riguarda gli impegni di coesione sospesi e le università gestite da fondazioni di interesse pubblico; la decisione spetta al Consiglio dell’UE.
La Commissione europea propone di sbloccare 4,2 miliardi di euro dei fondi di coesione per l’Ungheria e di ripristinare l’accesso a Erasmus+ e Orizzonte Europa per le università gestite da fondazioni di interesse pubblico. La Commissione ritiene che le riforme adottate da Budapest abbiano posto rimedio alle violazioni dello Stato di diritto che mettevano a rischio il bilancio dell’UE. La revoca delle restrizioni dipende tuttavia dall’approvazione del Consiglio dell’Unione europea.
In breve
1. I 4,2 miliardi di euro sono impegni di coesione sospesi, che la Commissione propone di ripristinare. L’annuncio non costituisce un pagamento e la revoca delle misure richiede l’approvazione del Consiglio dell’UE.
2. Gli studenti e i ricercatori delle università gestite dalle fondazioni di interesse pubblico interessate riacquisterebbero pieno accesso a Erasmus+ e Orizzonte Europa. La restrizione riguarda il finanziamento di tali entità, senza rappresentare un divieto generale per tutte le università ungheresi.
3. La Commissione cita il rafforzamento dell’Autorità per l’Integrità, le dichiarazioni patrimoniali, la trasparenza degli appalti e l’estensione del controllo giurisdizionale. La sua valutazione include le misure notificate a settembre e la loro applicazione.
4. Il Consiglio dispone di un mese dalla presentazione della proposta per decidere, secondo la Commissione. Il fascicolo riguarda le due misure di protezione del bilancio adottate nel 2022, senza chiudere automaticamente altre procedure europee.
La proposta presentata a Bruxelles riguarda le due misure di protezione adottate nel dicembre 2022. La prima ha sospeso il 55% degli impegni di bilancio per tre programmi di coesione del periodo 2021–2027, che riguardano l’ambiente e l’efficienza energetica, i trasporti e lo sviluppo territoriale. I 4,2 miliardi di euro tornerebbero disponibili come impegni per il finanziamento; l’annuncio non rappresenta il trasferimento di tale somma all’Ungheria.
La seconda misura ha vietato l’assunzione di nuovi impegni giuridici con le fondazioni di interesse pubblico interessate e con le entità da esse gestite, per i fondi gestiti direttamente o indirettamente dalla Commissione. Da ciò sono derivate le restrizioni per le rispettive università nell’ambito di Erasmus+ e Orizzonte Europa. Se la proposta sarà approvata, i loro studenti e ricercatori potrebbero beneficiare nuovamente del pieno accesso a questi programmi. Il divieto del 2022 riguardava la categoria di entità definita nella decisione, senza escludere tutte le università ungheresi.
Il cambiamento della valutazione si basa sulle misure notificate dall’Ungheria il 9 settembre 2026 e sulla loro applicazione, secondo la Commissione. L’Autorità per l’Integrità ha ricevuto competenze più ampie e accesso ai dati necessari per la propria attività, mentre l’Ungheria ha istituito un sistema completo di dichiarazioni patrimoniali. La Commissione menziona anche il rafforzamento dei controlli sui fondi europei e l’aumento della trasparenza degli appalti e della spesa pubblica.
Questi interventi rispondono a problemi che avevano motivato la sospensione dei finanziamenti. Nella valutazione del 2022, il Consiglio descriveva procedure di appalto con un unico offerente, la concentrazione dei contratti presso determinate imprese e garanzie insufficienti contro i conflitti di interessi. Un’altra carenza riguardava la possibilità di contestare in giudizio le decisioni di non indagare o perseguire presunti atti di corruzione. La Commissione afferma ora che l’Ungheria ha esteso il controllo giurisdizionale sulle decisioni delle autorità investigative e requirenti.
Nel caso delle fondazioni di interesse pubblico, la Commissione ritiene che siano state rafforzate la trasparenza e la protezione contro i conflitti di interessi, in vista della loro abolizione. Il comunicato non precisa il calendario dell’abolizione. La proposta di revocare le restrizioni si basa sulla valutazione dei correttivi già adottati e applicati, senza presentare l’abolizione come un fatto compiuto.
La Commissione cita inoltre l’adesione dell’Ungheria alla Procura europea e le nuove norme sui titolari effettivi e sugli appalti pubblici. Secondo la Procura europea, l’Ungheria è diventata Stato partecipante il 2 agosto 2026. L’avvio dell’attività operativa è una fase distinta, prevista per il ventesimo giorno dalla nomina del procuratore europeo dell’Ungheria.
Il commissario per il bilancio, la lotta alle frodi e la pubblica amministrazione, Piotr Serafin, attribuisce il cambiamento alle riforme del governo guidato da Péter Magyar. «La Commissione proteggerà sempre i fondi dell’UE dalla corruzione e dall’uso improprio. Questa politica non cambierà», ha dichiarato nel comunicato. La Commissione conclude che non sono più soddisfatte le condizioni per mantenere le misure ai sensi del regolamento sulla condizionalità.
La valutazione riguarda la protezione del bilancio nel fascicolo aperto nel 2022, non la chiusura di tutte le procedure europee relative all’Ungheria. Secondo la Commissione, il Consiglio dispone di un mese dalla presentazione della proposta per decidere la revoca delle misure. Fino a tale decisione, lo sblocco dei fondi e il ripristino dell’accesso delle università restano proposte.
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