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  2. UE

Il Parlamento Europeo chiede "mod per i giovani" sui social media, senza pubblicità ingannevoli e con meno funzioni addictive.

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14 luglio 2026, 10:47
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La Commissione per la cultura e l'istruzione del Parlamento Europeo chiede un'applicazione più rigorosa delle norme UE per le piattaforme online e una migliore protezione per bambini e giovani. Gli eurodeputati sostengono una "modalità giovanile" che disattivi la pubblicità mirata e limiti il design addictive, una maggiore trasparenza degli algoritmi, un codice europeo per gli influencer e standard etici per i "compagni AI".


Il Parlamento Europeo chiede regole più rigorose per i social media e le piattaforme online, affinché i bambini e i giovani siano protetti da pubblicità mirate, funzioni addictive, contenuti nocivi, influencer commerciali e sistemi di intelligenza artificiale che possono sfruttare la vulnerabilità emotiva dei minori. Il rapporto è stato adottato martedì dalla Commissione per la cultura e l'istruzione con 17 voti favorevoli, tre contrari e quattro astensioni.


In sintesi


Gli eurodeputati chiedono una "modalità giovanile" per i minori, che disattivi la pubblicità mirata e limiti le funzioni progettate per mantenere i bambini più a lungo sulle piattaforme.


Il rapporto chiede il divieto delle pratiche di design addictive più nocive e misure di protezione per i sistemi di raccomandazione, affinché gli algoritmi non spingano i minori verso contenuti dannosi o manipolativi.


Il Parlamento vuole maggiore trasparenza sugli algoritmi dei social media, affinché i giovani possano comprendere perché alcuni post vengono raccomandati, nascosti o rimossi.


Gli influencer dovrebbero seguire un codice europeo di condotta, e i bambini devono essere protetti dallo sfruttamento commerciale attraverso il "kidfluencing" e lo "sharenting", ovvero l'esposizione della vita dei bambini online da parte dei genitori.


Il rapporto richiede standard etici obbligatori per i "compagni AI", applicazioni che simulano amicizie virtuali, e il divieto esplicito di sistemi AI che producono immagini sessuali realistiche senza consenso o materiali sintetici di abuso sessuale sui bambini.


Il rapporto parte dall'idea che la sicurezza dei bambini non può essere lasciata solo alla responsabilità dei genitori o delle scuole. Gli eurodeputati affermano che la responsabilità principale deve ricadere sulle aziende che progettano e gestiscono le piattaforme digitali, soprattutto quando i loro prodotti sono utilizzati quotidianamente dai minori.


Il testo richiede che l'ambiente online sia costruito su principi come la riservatezza per progettazione, la sicurezza come impostazione predefinita, design adattato all'età e trasparenza algoritmica. In pratica, ciò significa che le piattaforme non devono trattare la protezione dei minori come un'opzione aggiuntiva, ma come una condizione fondamentale del servizio.


Gli eurodeputati si concentrano in particolare sul design addictive e persuasivo. Il rapporto chiede il divieto delle pratiche più nocive che influenzano il benessere dei bambini e dei giovani e sollecita le piattaforme a introdurre misure di protezione basate sul rischio per i sistemi di raccomandazione.


I sistemi di raccomandazione sono importanti perché decidono quale contenuto vede l'utente, quanto velocemente passa da un post all'altro e che tipo di materiali gli vengono mostrati. Per i minori, questi meccanismi possono aumentare l'esposizione a contenuti nocivi, a pressioni sociali, a materiali commerciali o a comunità che incoraggiano comportamenti pericolosi.


Il rapporto chiede anche un aumento della trasparenza degli algoritmi. Gli eurodeputati affermano che gli algoritmi opachi e la moderazione poco chiara limitano la capacità dei giovani di comprendere perché un contenuto viene raccomandato, soppresso o rimosso. Questa mancanza di chiarezza può ridurre la loro capacità di navigare in sicurezza nell'ambiente online.


Una proposta centrale è l'introduzione di una "modalità giovanile". Questa modalità dovrebbe disattivare la pubblicità mirata e limitare le funzioni addictive per i minori. Un'impostazione di questo tipo cambierebbe l'esperienza dei bambini sulle piattaforme, riducendo la pressione commerciale e i meccanismi che li incoraggiano a trascorrere più tempo online.


Gli eurodeputati vogliono anche conseguenze più chiare per le piattaforme che non rispettano le regole. Il rapporto incoraggia la Commissione a introdurre responsabilità personale nei casi di grave e persistente non conformità alle disposizioni sulla protezione dei minori.


Gli influencer sono un'altra area mirata. Il rapporto sottolinea il ruolo sempre più importante degli influencer nella formazione delle percezioni, delle aspirazioni e delle attitudini sociali dei bambini e dei giovani. Gli eurodeputati chiedono alla Commissione e agli Stati membri di sviluppare un codice europeo di condotta per questa attività e una definizione armonizzata di "influencer marketing".


Il testo richiede la protezione dei minori dallo sfruttamento commerciale attraverso il "kidfluencing", situazioni in cui i bambini vengono trasformati in influencer, e attraverso lo "sharenting", situazioni in cui i genitori documentano la vita dei loro figli online. Queste pratiche possono esporre i minori a pressioni pubbliche, all'uso commerciale dell'immagine e alla perdita di controllo sulla propria identità digitale.


Il rapporto richiede anche coerenza tra le principali norme europee che riguardano l'ambiente digitale: la Direttiva sui servizi di media audiovisivi, il Regolamento generale sulla protezione dei dati, il Digital Services Act, l'AI Act e il futuro Digital Fairness Act. Per le piattaforme, ciò significa che gli obblighi riguardanti la protezione dei minori, i dati personali, l'intelligenza artificiale, la pubblicità e il contenuto online devono essere applicati insieme, non separatamente.


L'intelligenza artificiale è trattata come un rischio distinto. Gli eurodeputati chiedono standard etici obbligatori per i "compagni AI", sistemi che simulano amicizie virtuali. L'obiettivo è prevenire la manipolazione della vulnerabilità emotiva dei minori, soprattutto nel caso di bambini e adolescenti che possono sviluppare attaccamenti verso applicazioni conversazionali.


Il rapporto richiede anche maggiore trasparenza riguardo all'addestramento dei modelli AI, comprese informazioni chiare sui dati e sui materiali utilizzati. Sono richieste misure di protezione per i bambini in modo in cui questi sistemi vengono sviluppati e messi sul mercato.


Gli eurodeputati chiedono alle piattaforme di limitare la diffusione di contenuti generati da AI che imitano giornalisti, professionisti dei media o marchi, comprese le cosiddette "truffe delle celebrità". La Commissione è esortata a trattare queste pratiche come un rischio sistemico e a intensificare le indagini in corso ai sensi del Digital Services Act.


Il rapporto richiede che i sistemi di raccomandazione e moderazione offrano maggiore visibilità ai contenuti affidabili, adeguati all'età, forniti da organizzazioni media professionali. Questa proposta mira a ridurre l'esposizione dei minori a contenuti ingannevoli, manipolativi o pubblicitari mascherati.


Un altro punto riguarda le immagini sessuali generate o manipulate con AI. Gli eurodeputati chiedono il divieto esplicito di sistemi AI che generano, modificano o alterano immagini o video realistici con contenuti sessuali di una persona identificabile senza consenso. Il rapporto richiede anche il divieto di materiali sintetici di abuso sessuale sui bambini.


Il testo richiede un monitoraggio sistematico in tutti gli Stati membri, con indicatori comparabili riguardo alle abitudini digitali dei bambini, all'accesso all'istruzione e all'efficacia delle misure di protezione. Qui rientrano le restrizioni di età, la verifica dell'età e le impostazioni di sicurezza.


Il relatore Sandro Ruotolo, del gruppo S&D, ha affermato che la responsabilità per la sicurezza dei bambini e degli adolescenti deve appartenere in primo luogo a coloro che progettano e gestiscono le piattaforme digitali. Ha paragonato le piattaforme a prodotti che devono essere sicuri dalla fabbricazione.


"Non chiediamo ai bambini di progettare le cinture di sicurezza e non chiediamo ai genitori di installare gli airbag. I produttori hanno il dovere di garantire la sicurezza dei loro prodotti. Lo stesso principio deve applicarsi alle piattaforme digitali", ha affermato Sandro Ruotolo.


I dati citati nel rapporto mostrano l'ampiezza del problema. Secondo Eurostat, nel 2024, il 97% dei giovani dell'UE utilizzava internet quotidianamente. Oltre l'80% dei giovani in Europa utilizza i social media ogni giorno, e i bambini e i giovani tra i 9 e i 16 anni trascorrono in media tre ore al giorno online. Secondo il Centro Comune di Ricerca dell'UE, il tempo trascorso dai bambini e dai giovani sui social media è triplicato più di tre volte dal 2010.


Il rapporto sarà sottoposto a voto dell'intero Parlamento nella sessione plenaria dal 14 al 17 settembre. Se sarà sostenuto dall'assemblea, il testo aumenterà la pressione politica sulla Commissione e sugli Stati membri per un'applicazione più rigorosa delle regole esistenti e per nuove misure riguardanti la sicurezza dei minori online.


Il rapporto è stato adottato martedì dalla Commissione per la cultura e l'istruzione del Parlamento Europeo. Il testo sarà votato dall'assemblea del Parlamento Europeo nella sessione del 14-17 settembre.


https://2eu.brussels/ro/news/parlamentul-european-cere-mod-pentru-tineri-pe-social-media-fara-reclame-tintite-si-cu-mai-putine-functii-addictive

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