Il commissario europeo per l'energia e l'edilizia abitativa, Dan Jørgensen, ha difeso al Parlamento europeo una proposta che fornirebbe alle autorità un quadro giuridico più chiaro per gli interventi sugli affitti a breve termine e sugli alloggi sfitti. Diversi eurodeputati gli hanno rimproverato che la risposta della Commissione presta troppa poca attenzione alle nuove costruzioni, mentre i sostenitori dell'iniziativa hanno insistito sul fatto che le città hanno bisogno di strumenti per mantenere gli alloggi disponibili per i residenti.
In breveLa Commissione propone un quadro per gli interventi nelle zone sottoposte a pressione per l'accesso agli alloggi. Secondo le spiegazioni di Jørgensen, spetterebbe alle autorità decidere se intervenire, e le misure dovrebbero essere giustificate e proporzionate; l'iniziativa non obbligherebbe tutte le località a imporre restrizioni.
La valutazione delle zone interessate utilizzerebbe il rapporto tra i prezzi degli alloggi e i redditi, nonché l'evoluzione della pressione sull'accessibilità. Nel dibattito sono emersi timori che dimostrare tali condizioni possa superare la capacità amministrativa delle città piccole e medie.
I critici chiedono di accelerare le autorizzazioni, stimolare gli investimenti e adottare misure per le nuove costruzioni. Il commissario ha risposto che l'utilizzo degli alloggi esistenti può contribuire all'offerta, ma ha precisato che la proposta, di per sé, non apporta finanziamenti pubblici aggiuntivi per gli alloggi sociali o a prezzi accessibili.
L'affitto occasionale dell'abitazione principale è distinto dall'attività interessata dall'iniziativa, secondo il commissario. La semplificazione delle norme edilizie e una possibile garanzia per i giovani, allo studio insieme alla Banca europea per gli investimenti, restano iniziative separate.
La controversia in seno alla commissione speciale per la crisi abitativa nell'Unione europea, HOUS, riguarda il modo in cui può essere aumentata l'offerta per chi cerca un alloggio. Jørgensen ha sostenuto che le autorità devono poter intervenire anche sugli immobili esistenti, nelle zone in cui l'uso turistico o il loro mantenimento inoccupato contribuisce alle difficoltà dei residenti. La costruzione di nuovi alloggi resta necessaria, ma, nella sua argomentazione, non esaurisce la risposta alla crisi.
Il commissario ha spiegato l'intervento europeo attraverso le regole del mercato interno: gli affitti a breve termine sono servizi, mentre gli acquisti immobiliari implicano la circolazione dei capitali. L'iniziativa mira a chiarire a quali condizioni possono agire le autorità nazionali e locali, dopo che alcuni interventi sono stati contestati in tribunale. La scelta delle misure resterebbe a livello delle autorità competenti, in funzione della situazione locale.
Secondo la sua presentazione, il meccanismo consentirebbe di individuare alcune zone in cui l'accesso agli alloggi è sottoposto a pressione, utilizzando il rapporto tra prezzi e redditi e la tendenza al peggioramento dell'accessibilità. Una tale designazione fornirebbe la base per misure che devono essere giustificate e proporzionate. Jørgensen ha precisato che l'esecutivo europeo ha rinunciato all'idea di un elenco chiuso degli interventi consentiti, poiché ciò rischiava sia di limitare le opzioni locali sia di sollevare obiezioni riguardo alla sussidiarietà.
Borja Giménez Larraz, del Partito Popolare Europeo, ha contestato le priorità della proposta e ha chiesto di concentrare gli sforzi sul deficit strutturale di alloggi. Ha citato la semplificazione delle procedure, la fiscalità, i finanziamenti e i partenariati pubblico-privati come ambiti in cui dovrebbe essere stimolata l'offerta. Regina Doherty ha sollevato la stessa questione della sequenza delle misure: a suo avviso, le raccomandazioni sulle costruzioni non rispondono all'urgenza con cui le persone hanno bisogno di nuovi alloggi.
Gaby Bischoff, del gruppo dei Socialisti e Democratici, ha invece sostenuto che una maggiore chiarezza giuridica per le città rappresenta una parte necessaria della risposta. Ha sottolineato che le località hanno esigenze diverse e che l'iniziativa sugli affitti a breve termine non deve essere valutata come se fosse l'unica soluzione proposta per l'intera crisi. Ha inoltre chiesto un calendario per le altre misure.
Il sostegno all'intervento è stato accompagnato anche da riserve sulla sua applicazione. Gordan Bosanac, del gruppo dei Verdi, ha avvertito che le città piccole e medie potrebbero avere difficoltà a dimostrare la pressione sul mercato degli alloggi e diventare dipendenti dai consulenti. Jørgensen ha risposto che mira a ridurre la burocrazia e che, nel meccanismo presentato, la designazione di una zona non dovrebbe essere notificata alla Commissione; si è dichiarato disponibile a modifiche durante i negoziati.
Il commissario ha distinto anche la situazione di coloro che affittano occasionalmente la propria abitazione principale o una stanza. Secondo le sue spiegazioni, questa pratica non è l'obiettivo dell'iniziativa sull'accessibilità degli alloggi, poiché non modifica nello stesso modo l'offerta residenziale. Le autorità potrebbero continuare a regolamentarla attraverso altri strumenti, anche per gestire la pressione turistica.
Per quanto riguarda gli alloggi sfitti, Jørgensen ha distinto tra l'uso legittimo di una seconda casa e il possesso di un immobile come investimento, senza affittarlo. Ha presentato la possibilità di un intervento locale come risposta a questa seconda situazione. Non ha sostenuto che tutti gli alloggi sfitti siano mantenuti a fini speculativi.
Infine, il commissario ha precisato i limiti dell'iniziativa: essa non crea risorse aggiuntive per gli investimenti pubblici negli alloggi sociali o a prezzi accessibili e non risolve immediatamente i problemi strutturali. La Commissione sta analizzando separatamente le norme che rallentano la costruzione e la ristrutturazione, comprese le autorizzazioni, mantenendo la tutela ambientale. Jørgensen ha confermato anche l'esame, insieme alla Banca europea per gli investimenti, di una garanzia per i giovani, senza annunciarne il lancio.
Lo scambio di opinioni in HOUS riguarda una proposta della Commissione, non norme già applicabili. Jørgensen ha indicato che il dibattito con il Parlamento e gli Stati membri può modificare le soluzioni presentate, anche per evitare che il nuovo quadro crei ulteriori ostacoli amministrativi.
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