La legge sugli alloggi accessibili, il primo quadro europeo comune per la valutazione delle misure che incidono sul mercato degli alloggi e sul mercato unico, è stata proposta mercoledì dalla Commissione europea. L’iniziativa arriva in un contesto in cui oltre la metà degli abitanti delle città considera l’accesso agli alloggi un problema urgente. La legge offre alle autorità nazionali, regionali e locali maggiore chiarezza giuridica quando intervengono nelle aree colpite dalla crisi abitativa. Queste potranno individuare le «zone soggette a stress abitativo» sulla base di una metodologia comune e adottare misure riguardanti gli affitti a breve termine, gli alloggi sfitti o l’uso delle seconde case, a condizione che gli interventi siano necessari, proporzionati e supportati da prove.
Nel caso degli affitti a breve termine, le restrizioni dovranno riguardare le attività che riducono l’offerta di alloggi disponibili per l’affitto a lungo termine. Le autorità devono dimostrare che l’effetto negativo sull’accessibilità economica o sulla disponibilità degli alloggi è stato significativo per almeno tre anni e che soluzioni meno restrittive non sarebbero sufficienti.
La proposta tutela inoltre la certezza del diritto dei proprietari e degli investitori, anche vietando l’applicazione retroattiva di condizioni relative all’acquisto di proprietà. La Commissione ha presentato anche una raccomandazione per aumentare l’offerta di alloggi attraverso autorizzazioni più rapide, la ristrutturazione e la riconversione degli edifici e la facilitazione degli investimenti. Il pacchetto fa parte del Piano europeo per alloggi a prezzi accessibili.
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