La Commissione europea ha proposto mercoledì il primo quadro comune dell’Unione europea per gli interventi nelle zone colpite dalla crisi abitativa, una misura che potrebbe portare a nuove restrizioni per Airbnb e altre piattaforme di affitti a breve termine. L’iniziativa mira ad armonizzare le norme europee, dopo che città come Parigi, Barcellona e Venezia hanno già introdotto propri limiti per gli affitti turistici.
La Commissione sostiene che lo sviluppo di questo settore riduce l’offerta di abitazioni disponibili per i residenti e contribuisce all’aumento dei prezzi, provocando proteste in diverse città europee.
Le azioni di Airbnb sono scese del 2,5% dopo l’annuncio.
Secondo la proposta, le autorità potranno individuare le zone sottoposte a forti pressioni sul mercato immobiliare sulla base di criteri comuni, come l’elevato rapporto tra i prezzi delle abitazioni e i redditi della popolazione o l’aumento dei prezzi negli ultimi dieci anni. Eventuali restrizioni dovranno essere giustificate da prove, limitate alle zone interessate e non applicate retroattivamente. La decisione finale spetterà alle autorità competenti.
La proposta dovrà essere negoziata con gli Stati membri e il Parlamento europeo prima di diventare legge.
Airbnb afferma che il problema principale è la carenza di abitazioni e chiede investimenti nella costruzione, nella ristrutturazione e nell’utilizzo delle proprietà non occupate.
La Commissione raccomanda inoltre di rendere disponibili più terreni per l’edilizia e di semplificare le procedure urbanistiche.
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