Bruxelles afferma che Spagna e Marocco collaborano per il rimpatrio delle persone che non hanno diritto a rimanere e non richiedono asilo, mentre Frontex e l'Agenzia UE per l'Asilo sono pronte a intensificare il supporto. Una missione tecnica della Commissione si trova a Ceuta per valutare le necessità, e la Spagna beneficia di circa un miliardo di euro dai fondi UE per gli affari interni nel periodo 2021-2027.
Le persone che sono entrate illegalmente a Ceuta, non hanno diritto a rimanere nell'Unione Europea e non richiedono asilo devono essere rimpatriate secondo le procedure esistenti, ha dichiarato la Commissione Europea, che afferma che Spagna e Marocco collaborano per gestire la situazione. L'esecutivo europeo ha inviato una missione tecnica a Ceuta per valutare direttamente le necessità delle autorità spagnole, mentre Frontex e l'Agenzia dell'Unione Europea per l'Asilo sono pronte a intensificare le attività. Bruxelles precisa che le regole del Patto sulla migrazione e l'asilo si applicano anche nella crisi attuale.
In breve
1. La Commissione afferma che le persone senza diritto di soggiorno che non richiedono asilo devono essere rimpatriate secondo le procedure applicabili.
2. Spagna e Marocco collaborano per i rimpatri, e la Commissione afferma che una grande parte delle persone interessate è già stata rimpatriata in Marocco.
3. Una missione tecnica della Commissione si trova a Ceuta per valutare direttamente le necessità e eventuali forme aggiuntive di supporto europeo.
4. Frontex e l'Agenzia UE per l'Asilo sono coinvolte o pronte a intensificare il supporto, mentre la Commissione mantiene contatti quotidiani con Spagna, Marocco e organizzazioni attive sul campo.
5. La Spagna beneficia di circa un miliardo di euro dai fondi UE per gli affari interni per il periodo 2021-2027, e la Commissione afferma che parte del finanziamento è già destinato a Ceuta.
La Commissione Europea ha ribadito che lo status delle persone che sono entrate a Ceuta deve essere stabilito individualmente, e coloro che non hanno diritto di soggiorno e non richiedono protezione internazionale devono essere rimpatriati secondo le procedure esistenti. La precisazione è arrivata dopo domande riguardo alla situazione delle persone di altre nazionalità diverse da quella marocchina e la possibilità che queste possano rimanere a Ceuta fino alla conclusione delle procedure. Bruxelles ha evitato di presentare il rimpatrio come un diritto automatico per chiunque abbia attraversato il confine e ha legato l'obbligo alla mancanza di diritto di soggiorno e al fatto che la persona non richiede asilo.
"Esistono regole che si applicano a tutti coloro che non hanno diritto a rimanere. Se queste persone non richiedono asilo, devono essere rimpatriate attraverso le procedure di rimpatrio abituali", ha dichiarato un portavoce della Commissione. Ha precisato che l'attuale Patto sulla migrazione e l'asilo offre il quadro necessario per gestire le richieste di asilo e le altre fasi delle procedure svolte a Ceuta.
La Commissione afferma che Spagna e Marocco collaborano da vicino per il rimpatrio delle persone che hanno attraversato illegalmente il confine e che soddisfano i requisiti per il rimpatrio. L'esecutivo europeo afferma che, secondo le informazioni ricevute dalle autorità spagnole, il movimento illegale verso la Spagna continentale è stato finora impedito. Bruxelles ha aggiunto che si aspetta che le procedure di rimpatrio continuino per le persone che non hanno diritto a rimanere.
In una risposta successiva riguardo alla cooperazione tra Madrid e Rabat, la Commissione ha dichiarato che "una grande maggioranza" delle persone interessate è già stata rimpatriata in Marocco e che le operazioni devono continuare. Tuttavia, l'esecutivo europeo non ha fornito un numero esatto né una suddivisione per nazionalità o status giuridico, quindi l'ampiezza esatta dei rimpatri non può essere stabilita dal briefing. Le discussioni bilaterali tra Spagna e Marocco riguardo agli accordi tra i due paesi non sono state commentate dalla Commissione.
La situazione è gestita anche con il supporto delle agenzie europee. Frontex e l'Agenzia dell'Unione Europea per l'Asilo sono pronte a intensificare il contributo, e la Commissione afferma di aver offerto supporto alle autorità spagnole fin dall'inizio della crisi. Bruxelles afferma che le agenzie UE sono state coinvolte sul campo fin dalle prime fasi, e i contatti con Spagna, Marocco e organizzazioni non governative attive a Ceuta avvengono quotidianamente.
Una missione tecnica dei servizi della Commissione si trova a Ceuta per discutere direttamente con le autorità spagnole e identificare necessità che non possono essere valutate sufficientemente da lontano. La visita è stata concordata con Madrid e avviene in una fase in cui Bruxelles cerca di stabilire quale supporto aggiuntivo possa essere offerto. La Commissione ha respinto l'idea che l'intervento europeo sarebbe iniziato solo con questa missione e ha insistito sul fatto che il dialogo e l'offerta di supporto esistono fin dall'inizio degli eventi.
"I nostri esperti sono sul campo per comprendere direttamente quali siano le necessità e per vedere come l'UE possa continuare a supportare le autorità spagnole. Frontex e l'Agenzia UE per l'Asilo sono pronte a intensificare gli sforzi sul campo", ha dichiarato un rappresentante della Commissione. Ha precisato che la missione tecnica deve fare un bilancio della situazione e contribuire a stabilire i prossimi passi.
Bruxelles ha legato la risposta alla crisi anche all'applicazione del Patto sulla migrazione e l'asilo. La Commissione ha ricordato che il nuovo quadro è in vigore e che sta lavorando con le autorità spagnole per la sua attuazione, inclusa la gestione delle richieste di asilo. Il Patto non elimina l'obbligo di valutazione individuale della situazione delle persone che richiedono protezione e nemmeno le regole applicabili al rimpatrio di coloro che non hanno diritto a rimanere.
La Commissione ha indicato anche la dimensione finanziaria del supporto europeo, precisando che la Spagna beneficia di circa un miliardo di euro dai fondi UE per gli affari interni nel periodo 2021-2027. Il rappresentante dell'esecutivo europeo ha detto che esiste già un finanziamento allocato in questo contesto per Ceuta, senza specificare l'importo esatto destinato alla città autonoma. Bruxelles afferma di essere pronta a valutare la necessità di supporto aggiuntivo dopo la valutazione effettuata dalla missione sul campo.
La Commissione non ha confermato le informazioni presentate dai giornalisti riguardo al numero di persone in strada, presunti abusi, casi di malattie trasmissibili o trasporti clandestini verso la costa continentale della Spagna. Le risposte ufficiali si sono limitate a confermare il monitoraggio della situazione, la cooperazione con le autorità e le agenzie europee e l'applicazione delle procedure di asilo e rimpatrio. Queste affermazioni presentate nelle domande dei giornalisti non devono essere trattate come fatti confermati dalla Commissione.
Riguardo a possibili nuove traversate del confine intorno alla data del 15 agosto, la Commissione ha detto di seguire le informazioni disponibili, ma non costruisce la risposta attorno a una sola data. Bruxelles afferma che i confini devono essere protetti e la capacità di rimpatrio mantenuta ogni giorno, poiché tali eventi possono verificarsi in qualsiasi momento. La cooperazione con le autorità spagnole e marocchine continua a questo scopo.
Ceuta è un territorio spagnolo situato sulla costa nordafricana e rappresenta uno dei confini terrestri esterni dell'Unione Europea. La gestione delle persone che attraversano questo confine implica sia la legislazione spagnola che le norme europee riguardanti asilo, controllo delle frontiere e rimpatrio delle persone senza diritto di soggiorno.
La Commissione afferma che la risposta attuale combina l'applicazione delle procedure previste dal Patto sulla migrazione e l'asilo, la cooperazione con il Marocco, il supporto delle agenzie europee e il finanziamento disponibile attraverso i fondi UE per gli affari interni.
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