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Le regioni e le città europee salutano il lancio del primo piano dell'UE per abitazioni accessibili, ma avvertono che senza investimenti consistenti e maggiore autonomia locale, l'iniziativa rischia di rimanere limitata nel suo impatto. I leader locali chiedono che il futuro bilancio europeo consenta alle città e alle regioni di rispondere direttamente alla crisi abitativa.
Bruxelles, 16 dicembre 2025 – Le regioni e le città europee hanno accolto con favore la pubblicazione del primo Piano europeo per abitazioni accessibili, presentato dalla Commissione Europea, ma avvertono che l'iniziativa avrà un impatto reale solo se sarà sostenuta da investimenti consistenti a lungo termine e da un ruolo più forte per le autorità locali e regionali nel futuro bilancio dell'Unione.
In sintesi Il Comitato Europeo delle Regioni accoglie con favore il primo Piano UE per abitazioni accessibili, presentato dalla Commissione Europea.
Le autorità locali avvertono che il piano è solo un primo passo e dipende da investimenti a lungo termine.
Il CoR chiede regole più flessibili riguardo agli aiuti di Stato e una maggiore mobilitazione dei fondi UE.
Tra le misure sostenute ci sono una piattaforma paneuropea di investimenti, la regolamentazione degli affitti a breve termine e l'estensione dell'approccio "Housing First".
La vera posta in gioco è il futuro bilancio UE post-2027 e il ruolo assegnato alle regioni e alle città.
Il messaggio proviene dal Comitato Europeo delle Regioni, che considera il piano un passo importante dopo anni di pressioni politiche, ma sottolinea che l'attuale crisi abitativa non può essere risolta attraverso un insieme limitato di misure o attraverso un approccio esclusivamente centralizzato. I prezzi delle abitazioni sono aumentati in tutta l'Unione, ma la media europea nasconde differenze significative tra le regioni, generate da fattori come la speculazione immobiliare, la pressione del turismo di massa o la concentrazione economica nei grandi centri urbani.
La presidente del Comitato delle Regioni, Kata Tüttő, ha salutato il carattere storico dell'iniziativa, sottolineando che è per la prima volta che l'UE affronta l'abitazione accessibile come un problema di interesse europeo. Allo stesso tempo, ha avvertito che il successo del piano dipenderà dalla capacità dell'Unione di adattare le regole sugli aiuti di Stato e di mobilitare più efficacemente i fondi europei a sostegno delle autorità locali, che si trovano in prima linea nella gestione della crisi.
Il Comitato sostiene una serie di misure concrete, tra cui la creazione di una piattaforma paneuropea di investimenti per abitazioni, l'estensione dell'approccio "Housing First" nella lotta contro il fenomeno delle persone senza fissa dimora e una regolamentazione più efficace degli affitti a breve termine, considerati un fattore principale di distorsione nei mercati locali. Secondo i leader regionali, questi strumenti possono produrre risultati rapidi solo se sono adattati alle realtà locali e non imposti uniformemente a livello europeo.
Il relatore del Comitato delle Regioni per il piano abitativo, il sindaco di Barcellona Jaume Collboni, ha descritto l'iniziativa come un momento di svolta nel riconoscimento della crisi abitativa a livello europeo. Ha sottolineato che l'abitazione è diventata una delle principali fonti di disuguaglianza sociale nell'UE e ha chiesto che la futura legislazione europea in materia rafforzi la protezione del diritto all'abitazione, in particolare nelle città colpite da una forte pressione immobiliare.
Un messaggio simile è giunto dalle autorità locali di città più piccole e medie. Andres Jaadla, consigliere locale a Rakvere, Estonia, ha richiamato l'attenzione sul fatto che soluzioni innovative in materia di abitazione esistono già in numerose comunità europee, ma sono applicate in modo frammentato. In assenza di un quadro europeo di scambio di buone pratiche, i comuni sono costretti a "reinventare la ruota", invece di imparare gli uni dagli altri. Ha chiesto un'agenda europea reale per l'abitazione, con piattaforme dedicate e riunioni periodiche, che accelerino la replicazione di soluzioni efficaci.
Oltre alle reazioni positive, il messaggio politico centrale del Comitato delle Regioni è orientato verso il futuro bilancio pluriennale dell'UE. I leader locali avvertono che, senza un quadro finanziario post-2027 che consenta alle regioni e alle città di concepire e implementare politiche adattate alle proprie esigenze, il piano rischia di rimanere più che altro una dichiarazione di intenti. In questo senso, l'abitazione è già una delle priorità del Comitato delle Regioni per il mandato 2025-2030.
Il piano della Commissione arriva in un contesto di crescente attenzione politica a livello europeo sulla crisi abitativa. In ottobre, la presidente del Comitato delle Regioni ha discusso l'argomento con il presidente del Consiglio Europeo, António Costa, prima del primo Consiglio Europeo che ha incluso esplicitamente l'abitazione nella sua agenda. A partire dal 2026, le autorità locali e regionali contribuiranno attivamente all'implementazione e alla valutazione delle iniziative europee in questo campo, partendo dall'esperienza diretta delle comunità che rappresentano.
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