Alexandru Munteanu, vicepresidente dell’USR Dâmbovița e consigliere comunale a Târgoviște, è stato fermato giovedì mattina dai procuratori della DIICOT, secondo alcune fonti citate da G4Media. Nello stesso fascicolo sarebbe stato fermato anche Evgheni Poliakov, ex direttore dell’UPET. L’indagine riguarda la presunta elusione delle sanzioni internazionali e il trasferimento in Belarus di un macchinario industriale con possibile utilizzo militare.
Al centro del fascicolo si trova un tornio verticale di tipo VL40, valutato circa 1,7 milioni di euro. Secondo le informazioni dell’indagine, l’attrezzatura sarebbe dovuta arrivare, tramite intermediari, a un’entità in Belarus soggetta alle misure restrittive imposte dall’Unione europea.
La DIICOT verifica operazioni commerciali, tecniche e di esportazione svoltesi nel periodo dicembre 2025 – settembre 2026. Il macchinario è considerato un prodotto a duplice uso, civile e militare, e il suo trasferimento è soggetto a norme speciali e a controlli relativi alle sanzioni internazionali.
Secondo i dati del Registro del Commercio citati da G4Media, Munteanu è azionista di due società, una delle quali avrebbe legami con le operazioni oggetto d’indagine. Ha la doppia cittadinanza, rumena e moldava.
L’USR ha dichiarato che, qualora le accuse della DIICOT fossero confermate, ad Alexandru Munteanu saranno applicate le disposizioni dello statuto, inclusa la possibilità di espulsione dal partito. La formazione ha precisato che la legge sulla sanzione delle violazioni degli embarghi è stata promossa dalla ministra degli Esteri, Oana Țoiu.
Le informazioni relative alle accuse non sono state confermate da una decisione definitiva del tribunale.
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