La Germania sta facendo pressione sulla Croazia affinché risolva rapidamente e in modo costruttivo le controversie bilaterali con il Montenegro, avvertendo che potrebbero bloccare l’adesione di Podgorica all’Unione europea. L’intervento di Berlino avviene mentre il Montenegro è considerato il candidato più avanzato e spera di diventare il 28º Stato membro entro il 2028.
All’inizio di questa settimana, Zagabria ha trasmesso un elenco di otto punti che desidera vedere risolti prima della conclusione dei negoziati di adesione. Le controversie riguardano principalmente rivendicazioni di proprietà, frontiere contese, l’indagine sui crimini di guerra e il risarcimento delle vittime, questioni legate all’eredità delle guerre jugoslave.
Il governo del cancelliere Friedrich Merz si è offerto di mediare il conflitto, ma l’iniziativa non è stata attuata. La Germania cerca di mantenere il ritmo dell’allargamento e di evitare che le questioni bilaterali incidano sull’intero processo. Anche Francia, Lussemburgo e Commissione europea hanno discusso con Zagabria, ma Berlino esercita le pressioni più forti.
Il primo ministro croato Andrej Plenković sostiene che il Montenegro non abbia compiuto progressi negli ultimi due anni e che le richieste di Zagabria siano giustificate. Al contrario, funzionari europei accusano la Croazia di aver sollevato le controversie all’ultimo momento per esercitare pressioni su Podgorica. La responsabile della diplomazia dell’UE, Kaja Kallas, ha avvertito che il processo di adesione non deve essere dirottato da questioni bilaterali.
Bruxelles teme che il blocco della candidatura del Montenegro possa compromettere anche le prospettive di Albania, Repubblica di Moldova e Ucraina, in un contesto geopolitico in cui l’allargamento dell’UE viene utilizzato per consolidare l’orientamento occidentale della regione.
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