La Commissione Europea ha deciso di citare in giudizio lo stato romeno a causa delle gravi lacune nella rete nazionale di misurazione degli inquinanti che mettono in pericolo la salute pubblica.
La Romania arriva di fronte alla Corte di Giustizia dell'UE per il fallimento sistematico di monitorare la qualità dell'aria. Mostra le informazioni dell'immagine Commissione rinvia la Romania alla Corte di Giustizia per il fallimento nel monitorare la qualità dell'aria
Bruxelles, 11 dicembre 2025 La Commissione Europea ha preso la decisione finale di inviare la Romania di fronte alla Corte di Giustizia dell'Unione Europea (CGUE). Il motivo di questa azione drastica è il continuo mancato rispetto degli obblighi previsti dalle direttive europee sulla qualità dell'aria, con le autorità di Bucarest che falliscono nel garantire un monitoraggio corretto e completo del livello di inquinamento a livello nazionale.
In breve
La rete di monitoraggio non rispetta i requisiti riguardanti il numero e la posizione dei punti di prelievo.
Esistono gravi carenze nella misurazione delle particelle in sospensione (PM10, PM2,5), degli ossidi di azoto e di altri inquinanti critici.
Gli sforzi di modernizzazione avviati dopo gli avvertimenti del 2017 e del 2023 sono considerati insufficienti dalla Commissione.
Sebbene le direttive europee impongano agli Stati membri di valutare la qualità dell'aria attraverso metodi rigorosi, la Romania non è riuscita a dimostrare che la sua rete nazionale fornisca dati affidabili. La Commissione ha constatato che, nonostante alcuni investimenti recenti nella modernizzazione delle infrastrutture, persistono lacune significative. L'attuale sistema non copre sufficientemente il monitoraggio di alcuni inquinanti con un impatto maggiore sulla salute, come il diossido di zolfo, gli ossidi di azoto, i metalli pesanti e le particelle fini.
La procedura di infrazione ha una lunga storia, iniziando con una prima lettera di messa in mora nel giugno 2017, seguita da ulteriori avvertimenti nel 2019 e un parere motivato nel 2023. L'esecutivo europeo ha concluso che le misure adottate dalle autorità romene fino a questo momento non hanno risolto i problemi strutturali, con la rete incapace di fornire le informazioni necessarie per una gestione efficace della qualità dell'aria e per la protezione dei cittadini.
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