La Commissione Europea ha annunciato mercoledì di aver avviato procedure di accertamento dell'inadempimento degli obblighi contro Romania, Bulgaria, Repubblica Ceca, Spagna, Croazia, Cipro, Lettonia, Lituania, Ungheria, Polonia e Slovacchia.
Secondo l'Esecutivo europeo, questi stati hanno imposto regimi restrittivi di autorizzazione o certificazione per i servizi di costruzione e le installazioni con impatto energetico, violando le disposizioni della Direttiva sui servizi (Direttiva 2006/123/CE). Nel caso della Francia, una tale procedura è già in corso.
La Commissione Europea sottolinea che questi requisiti creano ostacoli all'installazione di attrezzature per energie rinnovabili e ostacolano l'attività degli installatori e dei fornitori di servizi di efficienza energetica nell'Unione Europea.
L'Esecutivo europeo raccomanda l'uso di misure meno restrittive, come i controlli ex post, per garantire la qualità dei servizi, invece di imporre regimi obbligatori di certificazione.
Inoltre, Bulgaria, Cipro, Ungheria, Lettonia e Spagna applicano requisiti aggiuntivi riguardanti la certificazione e la registrazione nel settore delle costruzioni. Secondo la Commissione, queste misure contribuiscono alla frammentazione del mercato unico, limitano l'accesso alle attività e riducono le opportunità disponibili per i consumatori.
L'azione della Commissione Europea fa parte degli sforzi per eliminare le barriere nel mercato unico e promuovere un'integrazione più profonda nel settore dei servizi di costruzione e delle installazioni necessarie per la transizione verde.
In assenza di risposte considerate soddisfacenti da parte degli stati interessati, la Commissione può decidere di emettere pareri motivati.
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