L'Unione Europea e la Turchia hanno concordato di rilanciare diversi dialoghi ad alto livello, dopo un incontro ad Ankara tra il ministro degli esteri turco Hakan Fidan, l'Alto Rappresentante dell'UE Kaja Kallas, la commissaria per l'allargamento Marta Kos e il commissario per gli affari interni e la migrazione Magnus Brunner. L'agenda include economia, commercio, migrazione, sicurezza, salute, scienza, innovazione e agricoltura, con nuovi incontri che dovrebbero avere luogo preferibilmente prima della fine dell'anno.
In breve
L'UE e la Turchia hanno discusso ad Ankara della relazione bilaterale, commercio, migrazione, sicurezza e politica estera.
Le parti hanno riaffermato il valore strategico della relazione UE-Turchia e hanno ricordato lo status della Turchia come paese candidato.
L'UE ha sottolineato la necessità di rafforzare lo stato di diritto, la protezione dei diritti fondamentali e gli standard democratici.
Le discussioni hanno incluso la modernizzazione dell'Unione Doganale, il dialogo sui visti e la possibile partecipazione della Turchia al SEPA.
L'UE e la Turchia hanno discusso di Ucraina, sanzioni, Cipro, Caucaso meridionale, migrazione e cooperazione in materia di sicurezza e difesa.
L'incontro segna un tentativo di riportare la relazione UE-Turchia su un percorso di cooperazione pratica, in un momento in cui i dossier comuni sono diventati più interconnessi: la guerra della Russia contro l'Ucraina, la migrazione, la sicurezza regionale, l'energia, il commercio, la connettività e la competizione economica.
Il comunicato ricorda lo status della Turchia come paese candidato all'adesione all'Unione Europea, ma il tono della discussione è incentrato sulla cooperazione strategica e sulla gestione di dossier concreti. La Turchia rimane un attore importante per l'UE grazie alla sua posizione geografica, al ruolo nella NATO, alle relazioni con il Caucaso meridionale e il Medio Oriente, al controllo di alcune rotte migratorie e ai legami economici con il mercato europeo.
La parte europea ha sottolineato, nel contesto dell'allargamento, la necessità di rafforzare lo stato di diritto, la protezione dei diritti fondamentali e di garantire elevati standard democratici. Questa formulazione mantiene la condizionalità politica nella relazione con Ankara, anche se l'incontro ha posto l'accento sulla cooperazione in settori in cui gli interessi dell'UE e della Turchia si sovrappongono.
Uno dei dossier economici centrali è l'Unione Doganale UE-Turchia. Le due parti hanno riaffermato la disponibilità a migliorare l'applicazione dell'attuale quadro e a preparare la sua modernizzazione. Un'Unione Doganale modernizzata potrebbe avere effetti sul commercio, sulle catene industriali, sulla competitività e sulla sicurezza economica, in un periodo in cui l'UE cerca di ridurre le dipendenze rischiose e di rafforzare la propria base industriale.
Il comunicato menziona anche la politica industriale, dove entrambe le parti hanno sottolineato l'importanza di un approccio inclusivo e reciproco per la competitività e la sicurezza economica dell'UE e della Turchia. La formula indica l'interesse della Turchia a rimanere connessa alle trasformazioni industriali europee, anche nel contesto della transizione verde, della digitalizzazione e delle nuove catene di approvvigionamento.
Un altro punto economico importante è la possibile partecipazione della Turchia all'Area Unica dei Pagamenti in Euro, SEPA. La partecipazione al SEPA potrebbe semplificare i pagamenti in euro tra la Turchia e lo spazio europeo, con effetti per le imprese, i cittadini, le banche e il commercio transfrontaliero. Il comunicato afferma che una tale partecipazione potenziale sarebbe benefica.
Per quanto riguarda il dossier dei visti, le parti hanno discusso lo stato del Dialogo sulla liberalizzazione dei visti e hanno scambiato opinioni sulle procedure di richiesta e di elaborazione dei visti per i cittadini turchi. Questo argomento ha un'importante carica politica in Turchia, dove le difficoltà nel ottenere visti per lo spazio europeo sono frequentemente presentate come segno di una relazione squilibrata con l'UE.
La migrazione è stata discussa in relazione alla situazione geopolitica attuale e ai possibili effetti sui movimenti di popolazione. L'UE e la Turchia hanno riconosciuto le sfide comuni e hanno espresso la volontà di cooperare di più nella gestione delle frontiere e nella lotta contro il traffico di migranti.
La cooperazione in materia di migrazione rimane uno dei dossier più sensibili della relazione. La Turchia ospita un numero elevato di rifugiati e migranti, e l'UE dipende dalla cooperazione con Ankara per ridurre le traversate irregolari e combattere le reti di traffico. Allo stesso tempo, i diritti dei migranti, le condizioni di accoglienza e la pressione politica interna negli Stati membri rendono questo dossier difficile da gestire.
In ambito esterno, l'UE e la Turchia hanno discusso di Ucraina, Russia, Medio Oriente, Africa e Caucaso meridionale. Le due parti hanno riaffermato l'impegno nei confronti della sovranità e dell'integrità territoriale dell'Ucraina e il sostegno per una pace giusta e duratura basata sul diritto internazionale.
L'UE ha ricordato l'importanza di prevenire l'elusione delle sanzioni europee da parte di tutti gli Stati. Questa precisazione riguarda una delle principali preoccupazioni di Bruxelles: beni, tecnologie o flussi finanziari che possono arrivare indirettamente in Russia attraverso paesi terzi e possono indebolire l'effetto delle sanzioni adottate dopo l'invasione dell'Ucraina.
Nel Caucaso meridionale, l'UE e la Turchia hanno concordato di coordinare sforzi complementari per la pace regionale, prosperità, connettività, commercio e legami economici. Ankara ha un'influenza diretta nella regione, mentre l'UE è interessata alla stabilità, ai corridoi di trasporto e energia, così come alla riduzione dei rischi di conflitto.
Cipro è stato menzionato con il sostegno espresso per gli sforzi del Segretario Generale delle Nazioni Unite. Il dossier rimane una delle questioni politiche più difficili tra l'UE e la Turchia, poiché la Repubblica di Cipro è uno Stato membro dell'Unione Europea e la questione cipriota influisce direttamente sulla relazione Ankara-Bruxelles.
In materia di sicurezza e difesa, le parti hanno sottolineato l'importanza di rafforzare il dialogo e la cooperazione in complementarità con la NATO. Questa formulazione consente di discutere la cooperazione UE-Turchia senza presentarla come un'alternativa all'Alleanza Atlantica, di cui la Turchia è membro, mentre diversi Stati dell'UE sono alleati della NATO.
Il comunicato menziona anche la cooperazione in commercio, energia, trasporti e digitalizzazione, inclusa in relazione all'agenda regionale di connettività. Le parti hanno accolto con favore la ripresa graduale delle operazioni della Banca Europea per gli Investimenti in Turchia, un segnale di rilevanza economica per progetti di investimento e finanziamento.
La relazione UE-Turchia rimane segnata da tensioni politiche, ma l'incontro di Ankara dimostra che entrambe le parti desiderano mantenere aperti canali di cooperazione su dossier in cui i costi del blocco sarebbero elevati. Commercio, migrazione, sicurezza regionale, Ucraina, energia e connettività rendono la Turchia un partner difficile, ma difficile da evitare per l'Unione Europea.
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