La Commissione europea ha chiuso due procedure contro la Francia riguardanti lo sfruttamento dell’energia idroelettrica, dopo che Parigi ha modificato il regime giuridico dei grandi impianti e previsto l’accesso dei concorrenti di EDF ad almeno il 40% della capacità idroelettrica installata a livello nazionale. La decisione, annunciata il 7 ottobre, pone fine a controversie con le autorità francesi iniziate più di dieci anni fa.
In sintesi, la Commissione chiude un procedimento in materia di concorrenza riguardante la posizione di EDF e una procedura d’infrazione relativa all’attribuzione e alla proroga delle concessioni idroelettriche. La nuova legge francese sostituisce il regime delle concessioni per gli impianti superiori a 4,5 MW con un sistema di autorizzazioni e diritti reali sull’infrastruttura. EDF deve mettere a disposizione dei terzi prodotti che rappresentino una capacità sufficiente affinché almeno il 40% della capacità idroelettrica installata in Francia sia accessibile ad altri operatori. Il meccanismo parte da 6 GW di capacità idroelettrica virtuale, venduta tramite aste, ed è previsto per 20 anni. Le dighe e gli impianti interessati restano di proprietà dello Stato francese. La riforma non trasferisce il 40% dell’infrastruttura idroelettrica ai concorrenti di EDF.
La prima controversia riguardava la posizione di EDF sul mercato francese dell’elettricità. La Commissione riteneva che l’attribuzione diretta al gestore storico di gran parte delle concessioni idroelettriche, senza procedure concorrenziali e per periodi molto lunghi, potesse consolidare la posizione dominante della società. Il procedimento era stato avviato sulla base degli articoli 106 e 102 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea.
Nel suo rapporto sulla politica di concorrenza per il 2025, la Commissione indicava che circa l’85% della capacità idroelettrica francese era stato attribuito direttamente a EDF e che alcune concessioni potevano avere una durata fino a 75 anni. Nel luglio 2025, l’Esecutivo europeo aveva accettato in linea di principio la soluzione proposta dalla Francia, ma aveva mantenuto aperto il procedimento fino all’effettiva adozione della riforma.
La seconda procedura, INFR(2018)2378, era stata avviata nel 2019 e riguardava le regole del mercato interno e l’attribuzione delle concessioni. La Commissione contestava la possibilità di rinnovare o prorogare determinate concessioni idroelettriche senza una procedura trasparente e concorrenziale, collegando la questione sia alle norme europee sulle concessioni sia alla libertà di stabilimento e alla libera prestazione dei servizi.
La legge francese promulgata il 29 giugno 2026 modifica l’architettura del sistema per gli impianti idroelettrici con una potenza superiore a 4,5 MW. I contratti di concessione interessati vengono risolti e lo sfruttamento passa a un regime di autorizzazione. Agli operatori esistenti possono essere attribuiti diritti reali sugli impianti e diritti di occupazione del demanio pubblico per un periodo di 70 anni, alle condizioni previste dalla legge.
Questo cambiamento non significa privatizzare le dighe. La proprietà delle opere e degli impianti resta allo Stato francese, mentre il trasferimento dei diritti concessi agli operatori è soggetto a condizioni e all’approvazione delle autorità.
La compensazione concorrenziale è strutturata separatamente. EDF deve immettere sul mercato prodotti che riproducano le caratteristiche della produzione idroelettrica, affinché le imprese esterne al gruppo abbiano accesso a una quota sufficiente per consentire l’apertura di almeno il 40% della capacità idroelettrica installata in Francia.
Inizialmente, la legge stabilisce una capacità idroelettrica virtuale di 6 GW. Il livello deve essere rivalutato ogni cinque anni per mantenere la soglia di almeno il 40%, mentre il meccanismo è previsto per un periodo complessivo di 20 anni.
I prodotti saranno commercializzati tramite aste. Il sistema comprende un prezzo di riserva che deve tenere conto dei costi di produzione e delle condizioni di mercato e funzionerà sotto la supervisione dell’autorità francese di regolamentazione dell’energia.
L’accesso al 40% della capacità non significa che gli operatori concorrenti acquisiranno la proprietà o la gestione fisica del 40% delle dighe francesi. Il meccanismo offre loro accesso economico a prodotti all’ingrosso che riproducono la produzione e la flessibilità degli asset idroelettrici, mentre l’infrastruttura resta di proprietà dello Stato.
La riforma mira a risolvere contemporaneamente il problema degli investimenti bloccati dalla scadenza delle concessioni e le obiezioni europee in materia di concorrenza. L’energia idroelettrica ha un valore aggiuntivo per il sistema elettrico perché la produzione può essere regolata rapidamente e alcuni impianti possono fornire capacità di stoccaggio, facilitando così il bilanciamento della produzione variabile da fonti come il solare e l’eolico.
La chiusura delle due procedure significa che la Commissione ritiene che il nuovo quadro risponda ai problemi alla base dei procedimenti. Non rappresenta tuttavia la conclusione che la riforma ridurrà automaticamente le bollette elettriche. Gli effetti sulla concorrenza, sugli investimenti e sui prezzi dipenderanno dall’attuazione del meccanismo, dalle aste organizzate e dalle condizioni del mercato energetico francese.
Ultime notizie
22:57
22:53
22:42
22:30
22:28
Vedi altre notizie