Il Parlamento Europeo chiede alla Commissione Europea di sospendere temporaneamente gli obblighi che impongono ai produttori di farmaci e cosmetici di coprire la maggior parte dei costi per l'eliminazione dei micropollutanti dalle acque reflue urbane, fino al completamento di una nuova valutazione d'impatto. Gli eurodeputati sostengono gli obiettivi ambientali della direttiva sul trattamento delle acque reflue urbane, ma affermano che l'applicazione della responsabilità estesa del produttore deve essere attentamente verificata per non compromettere la disponibilità, il prezzo e l'accesso dei pazienti ai farmaci.
Il Parlamento Europeo chiede una pausa temporanea nell'applicazione degli obblighi finanziari introdotti dalla nuova direttiva sul trattamento delle acque reflue urbane, per verificare se il sistema attraverso il quale i produttori di farmaci e cosmetici devono pagare per l'eliminazione dei micropollutanti possa influenzare l'accesso ai farmaci. La risoluzione adottata giovedì non contesta l'obiettivo ambientale della direttiva, ma chiede alla Commissione Europea una nuova valutazione d'impatto entro la fine del 2026.
In breve
Gli eurodeputati sostengono l'introduzione del trattamento quaternario delle acque reflue, ovvero la tecnologia attraverso la quale vengono eliminati micropollutanti come residui farmaceutici o sostanze chimiche dai cosmetici.
Il Parlamento Europeo afferma che questi costi non devono essere trasferiti ai contribuenti o ai consumatori di acqua, ma devono essere equamente sostenuti dai settori che contribuiscono all'inquinamento.
Allo stesso tempo, gli eurodeputati chiedono una sospensione temporanea degli obblighi di responsabilità estesa del produttore, fino a quando la Commissione verificherà l'impatto sull'accesso ai farmaci.
La direttiva prevede un'applicazione graduale fino al 2045, e i produttori di farmaci e cosmetici dovrebbero coprire almeno l'80% dei costi per l'eliminazione dei micropollutanti.
La risoluzione è stata adottata con 294 voti favorevoli, 245 contrari e 28 astensioni, il che dimostra una chiara maggioranza, ma anche un dibattito politico sensibile. L'argomento combina due obiettivi pubblici difficili da separare: acqua più pulita per le persone e gli ecosistemi, da un lato, e sicurezza dell'approvvigionamento di farmaci, dall'altro.
I micropollutanti sono sostanze presenti in piccole quantità nell'acqua, ma che possono avere effetti significativi sull'ambiente e sulla salute. Nelle acque reflue urbane possono arrivare, ad esempio, residui di farmaci, prodotti cosmetici o altre sostanze chimiche utilizzate quotidianamente. Le stazioni di depurazione classiche non sono sempre progettate per eliminare queste sostanze, motivo per cui la direttiva rivista introduce il trattamento quaternario, una fase avanzata di purificazione.
Il Parlamento Europeo riafferma il proprio sostegno agli obiettivi ambientali della direttiva. Gli eurodeputati affermano che il trattamento quaternario è necessario per proteggere la salute, gli ecosistemi e per affrontare alcuni rischi emergenti, inclusa la resistenza antimicrobica. Questo legame è importante: i residui di antibiotici e altre sostanze possono contribuire a pressioni sull'ambiente e all'emergere di forme di resistenza che compromettono l'efficacia dei trattamenti medici.
La questione centrale è chi paga. La direttiva applica il principio "chi inquina paga" e introduce la responsabilità estesa del produttore per i produttori di farmaci e cosmetici. In pratica, questi devono coprire almeno l'80% dei costi per l'eliminazione dei micropollutanti dalle acque reflue urbane. L'idea è che la fattura per l'inquinamento non venga inviata direttamente ai contribuenti o ai consumatori di acqua.
Gli eurodeputati considerano la responsabilità estesa del produttore lo strumento più efficace per applicare il principio "chi inquina paga". Allo stesso tempo, chiedono che gli obblighi siano applicati in modo flessibile e proporzionale, in modo da non compromettere la disponibilità, il prezzo o l'accessibilità dei farmaci nell'Unione Europea.
Questa è la posta politica della risoluzione. Se i produttori di farmaci devono sostenere costi aggiuntivi elevati, ci sono timori che alcuni prodotti possano diventare più costosi, meno attraenti commercialmente o più difficili da mantenere sul mercato, soprattutto nei casi in cui i margini sono ridotti o le catene di approvvigionamento sono già fragili. Il Parlamento chiede che questi rischi siano valutati prima che gli obblighi finanziari producano effetti concreti.
Gli eurodeputati chiedono alla Commissione Europea una nuova valutazione d'impatto entro la fine del 2026. Questa dovrebbe identificare l'elenco delle sostanze presenti nelle acque reflue urbane, verificare i costi del trattamento quaternario, stabilire l'attribuzione della responsabilità ai settori pertinenti e analizzare l'impatto potenziale sulla disponibilità, accessibilità e prezzo dei farmaci.
Fino al completamento dello studio e alla valutazione delle conclusioni da parte della Commissione, il Parlamento chiede una sospensione temporanea, attraverso la formula "stop the clock", degli obblighi di responsabilità estesa del produttore e del trattamento quaternario, inclusi gli obblighi finanziari connessi. La richiesta non annulla la direttiva, ma introduce pressione politica per una pausa nell'applicazione fino a quando l'impatto economico e sanitario sarà più chiaro.
La direttiva rivista sul trattamento delle acque reflue urbane entrerà in vigore il 1 gennaio 2025. Essa richiede agli Stati membri di garantire che le città raccolgano e trattino correttamente le acque reflue. Il nuovo elemento sensibile è l'estensione del trattamento ai micropollutanti e l'inclusione dei produttori di farmaci e cosmetici nel finanziamento dei costi.
L'applicazione del trattamento quaternario sarà graduale. A partire da dicembre 2033, il 20% delle stazioni più grandi e il 10% delle stazioni più piccole dovranno essere modernizzate. Entro il 2039, la copertura deve raggiungere il 60% delle stazioni, e la copertura completa è prevista per il 2045. Questo lungo calendario mostra l'entità degli investimenti necessari e la complessità della modernizzazione delle infrastrutture idriche.
Per i cittadini, il dossier non è solo tecnico. Riguarda la qualità dell'acqua, i costi delle bollette, la protezione dei fiumi e degli ecosistemi, ma anche il prezzo e la disponibilità dei farmaci. Il Parlamento cerca di mantenere un equilibrio tra due promesse: l'acqua urbana deve essere purificata meglio, e i costi di questa purificazione devono essere ripartiti senza creare nuovi problemi nel sistema sanitario.
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