La Commissione per le libertà civili del Parlamento europeo chiede che la prima strategia anticorruzione dell'Unione europea non si limiti a sanzioni, ma copra la prevenzione, la trasparenza, l'integrità delle istituzioni, le indagini, il recupero dei beni e la protezione di coloro che denunciano le frodi. Il progetto di risoluzione è stato adottato martedì con 48 voti favorevoli, 3 contrari e 17 astensioni. ━━━━━━━━━━━━━━━━━━
In breve
Gli eurodeputati chiedono una strategia anticorruzione europea che completi la nuova direttiva anticorruzione dell'UE e includa prevenzione, applicazione della legge, controllo istituzionale e cooperazione internazionale.
Il Parlamento desidera standard più armonizzati riguardo ai conflitti di interesse, ai regali, ai viaggi sponsorizzati, alle dichiarazioni di patrimonio, alle porte girevoli e alle attività retribuite secondarie degli eletti.
Il testo richiede una cooperazione più stretta tra gli Stati membri e strutture come Europol, Eurojust, la Procura europea, OLAF, AMLA e la futura Autorità doganale dell'UE.
Gli eurodeputati avvertono che quasi il 60% dei gruppi criminali utilizza la corruzione e chiedono misure per il tracciamento dei fondi nascosti attraverso criptoattività, comunicazioni criptate e sistemi finanziari digitali.
La corruzione costa all'UE tra 179 e 990 miliardi di euro all'anno, secondo la Commissione, e il 69% degli europei crede che il fenomeno sia diffuso nel loro paese. ━━━━━━━━━━━━━━━━━━
La strategia richiesta dal Parlamento dovrebbe essere il primo quadro anticorruzione completo a livello dell'Unione europea. La Commissione europea sta preparando il documento, previsto entro la fine dell'anno, sulla base della legislazione e delle iniziative esistenti riguardanti la corruzione, la frode e le minacce alla democrazia.
Gli eurodeputati affermano che la prevenzione deve essere un pilastro centrale sia negli Stati membri che nelle istituzioni dell'UE. Chiedono una mappatura dei rischi di corruzione, formazione per le persone esposte a tali rischi e risorse sufficienti per le istituzioni che verificano l'integrità.
Un punto importante riguarda i conflitti di interesse. Il Parlamento chiede standard più chiari e armonizzati per le situazioni in cui le decisioni pubbliche possono essere influenzate da interessi privati, finanziari o politici. Qui rientrano i regali, i viaggi pagati da terzi, le dichiarazioni di patrimonio, il passaggio da funzioni pubbliche a posti privati e le attività retribuite che gli eletti svolgono parallelamente al mandato.
Il testo richiede anche una definizione chiara dell'appropriazione di fondi, così come garanzie contro l'uso della clemenza per indebolire la responsabilità in caso di corruzione. Gli eurodeputati avvertono anche sui tentativi di eludere gli obblighi anticorruzione attraverso mezzi indiretti, inclusa la modifica dei termini di prescrizione.
Il finanziamento politico è un'altra area mirata. Il Parlamento chiede regole comuni riguardo al finanziamento dei partiti e delle campagne, ma anche maggiore trasparenza per le organizzazioni finanziate dall'estero che sono attive nelle politiche dell'UE. L'obiettivo è che i soldi che influenzano decisioni pubbliche, dibattiti legislativi o campagne politiche possano essere tracciati e verificati.
Gli eurodeputati chiedono il coinvolgimento delle organizzazioni della società civile, dei giornalisti investigativi e delle organizzazioni di monitoraggio anticorruzione nella strategia. Questi gruppi possono identificare reti, conflitti di interesse, acquisti sospetti o schemi di influenza che le istituzioni pubbliche non rilevano sempre in tempo.
Per quanto riguarda l'applicazione della legge, la risoluzione chiede una cooperazione e uno scambio di dati più forti tra gli Stati membri e gli organismi europei. Sono menzionati Europol, Eurojust, la Procura europea, OLAF, l'Autorità per la lotta contro il riciclaggio di denaro, AMLA, e la futura Autorità doganale dell'UE. L'idea è che i casi di corruzione che attraversano le frontiere, utilizzano aziende in più paesi o coinvolgono fondi europei non siano bloccati da limiti nazionali.
Il Parlamento chiede risorse aggiuntive per la Procura europea, soprattutto per i casi di corruzione transfrontaliera. Gli eurodeputati ribadiscono anche l'appello affinché tutti gli Stati membri partecipino alla Procura europea, l'istituzione che indaga sui reati che colpiscono il bilancio dell'UE.
L'indipendenza della giustizia è presentata come una condizione essenziale per combattere la corruzione. Gli eurodeputati chiedono protezione per le autorità giudiziarie, i pubblici ministeri, gli organismi indipendenti, i giornalisti investigativi e i whistleblower. Senza queste garanzie, i casi di corruzione possono essere bloccati, intimiditi o trasformati in conflitti politici.
Gli appalti pubblici sono trattati come un'area di rischio maggiore. Il Parlamento mette in guardia sulle situazioni in cui aziende condannate o sospettate di irregolarità in uno Stato membro possono partecipare a contratti pubblici in un altro Stato. In un mercato unico in cui le aziende possono operare oltre confine, la mancanza di scambio di informazioni può consentire alle aziende problematiche di spostare il rischio da un paese all'altro.
La risoluzione collega la corruzione alla criminalità organizzata. Gli eurodeputati menzionano che quasi il 60% dei gruppi criminali è coinvolto in atti di corruzione. La corruzione può aiutare i gruppi criminali a ottenere informazioni, evitare controlli, ottenere contratti, riciclare denaro o influenzare funzionari e autorità.
Il Parlamento chiede misure più forti per il tracciamento e il recupero dei fondi provenienti dalla corruzione. Il testo menziona l'uso crescente di criptoattività, comunicazioni criptate e sistemi finanziari digitali per nascondere i profitti. Per le autorità, il problema non è solo identificare l'atto di corruzione, ma anche trovare i soldi e confiscare i beni.
Gli eurodeputati ribadiscono anche la richiesta di eliminazione graduale di tutti gli schemi di residenza per investitori. Questi programmi, comunemente noti come "visti d'oro", possono creare rischi quando consentono l'accesso ai diritti di residenza in cambio di investimenti, senza controlli sufficienti sull'origine dei fondi, legami politici o rischi per la sicurezza.
Il testo richiede che le regole anticorruzione coprano anche i cittadini dell'UE che agiscono per aziende private all'estero, così come le situazioni inverse. Questa precisazione riguarda la corruzione che si verifica al di fuori del territorio dell'UE, ma coinvolge aziende, persone o interessi europei.
L'allargamento dell'UE è incluso nella stessa logica. Il Parlamento afferma che la lotta alla corruzione deve rimanere centrale nella politica di allargamento, anche per i paesi candidati. Le istituzioni specializzate devono avere risorse, mandati chiari e garanzie di indipendenza sia nell'UE che negli Stati candidati.
Gli eurodeputati chiedono anche che l'UE diventi membro a pieno titolo del GRECO, l'organismo anticorruzione del Consiglio d'Europa. La partecipazione piena rafforzerebbe il legame tra i meccanismi dell'UE e gli standard europei più ampi riguardanti la prevenzione e la lotta alla corruzione.
Per quanto riguarda il monitoraggio, il Parlamento chiede alla Commissione di creare un processo di valutazione periodica che coinvolga tutte le istituzioni dell'UE, indicatori comuni e un quadro di monitoraggio. Gli eurodeputati vogliono raccomandazioni applicabili nel rapporto annuale sullo stato di diritto, una condizionalità più forte nel prossimo bilancio pluriennale dell'UE e misure anticorruzione dedicate nei programmi europei.
La Commissione LIBE ha adottato anche una domanda orale alla Commissione. Gli eurodeputati chiedono spiegazioni su come l'Esecutivo europeo rafforzerà la prevenzione, garantirà l'attuazione tempestiva della direttiva anticorruzione e proteggerà l'indipendenza delle autorità giudiziarie e dei pubblici ministeri.
Il progetto di risoluzione e la domanda orale saranno trasmessi a una futura sessione plenaria del Parlamento europeo. Il voto finale dell'assemblea stabilirà la posizione politica del Parlamento prima che la strategia della Commissione venga presentata ufficialmente.
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