Il Parlamento europeo chiede un'applicazione più rapida del Digital Markets Act contro le grandi piattaforme digitali, anche attraverso indagini di mercato, misure temporanee, casi di non conformità e multe. La relazione annuale sulla politica di concorrenza, redatta da Stéphanie Yon-Courtin e adottata con 501 voti favorevoli, chiede anche un cambiamento della politica di fusioni per consentire l'emergere di gruppi europei in grado di competere a livello globale, senza ridurre la protezione dei consumatori.
Il Parlamento europeo chiede una politica di concorrenza adattata al potere delle grandi piattaforme digitali, alla dipendenza dell'Europa da infrastrutture finanziarie e tecnologiche al di fuori dell'UE e alla necessità di consentire l'emergere di aziende europee sufficientemente grandi per la competizione globale. La relazione annuale sulla politica di concorrenza è stata adottata martedì con 501 voti favorevoli, 61 contrari e 95 astensioni.
In breve
1. Il Parlamento europeo chiede un'applicazione più rapida e più severa del Digital Markets Act.
2. Gli eurodeputati propongono una tassa DMA per il finanziamento stabile dell'applicazione delle regole.
3. La relazione chiede di esaminare l'inclusione dei modelli AI, chatbot, assistenti virtuali e sistemi operativi per televisori connessi nella lista dei servizi mirati dal DMA.
4. Gli eurodeputati chiedono una politica di fusioni che consenta il consolidamento paneuropeo e l'emergere di campioni europei.
5. La relazione chiede azione rapida nelle indagini su Visa e Mastercard e vede l'euro digitale come uno strumento per ridurre la dipendenza dagli schemi di carte al di fuori dell'UE.
La relazione, redatta da Stéphanie Yon-Courtin, eurodeputata Renew dalla Francia, parte dall'idea che le regole di concorrenza non possano più essere trattate solo come uno strumento di controllo dei prezzi o della concentrazione del mercato. Nell'economia digitale e geopolitica attuale, la concorrenza si sovrappone all'autonomia strategica, infrastrutture critiche, dati, intelligenza artificiale, pagamenti e alla capacità dell'Europa di avere le proprie grandi aziende.
Il primo accento è sul Digital Markets Act. Gli eurodeputati chiedono alla Commissione europea di utilizzare più fermamente gli strumenti esistenti: più indagini di mercato, misure temporanee, casi di non conformità e multe. Per finanziare questa applicazione, la relazione propone una "tassa DMA", che garantirebbe risorse stabili per la sorveglianza delle grandi piattaforme.
La relazione chiede anche l'uso dell'indagine di mercato sui servizi cloud per l'adattamento degli obblighi DMA. L'obiettivo è che gli utenti e le aziende possano cambiare più facilmente i fornitori di cloud, senza barriere tecniche, commerciali o contrattuali che li bloccano in un unico ecosistema.
L'intelligenza artificiale emerge come la prossima frontiera della politica di concorrenza. Il Parlamento chiede alla Commissione di esaminare se l'elenco dei servizi di piattaforma essenziali debba essere ampliato per includere modelli AI, chatbot, assistenti virtuali e sistemi operativi per televisori connessi. Un tale ampliamento aumenterebbe l'ambito di applicazione del DMA.
Per quanto riguarda le fusioni, gli eurodeputati chiedono un cambiamento di approccio. La relazione sostiene il consolidamento paneuropeo e la resilienza a lungo termine, mantenendo la protezione dei consumatori. L'obiettivo è che le aziende europee più grandi possano competere con i rivali globali, invece di rimanere frammentate sui mercati nazionali.
Il Parlamento chiede però anche azione più ferma contro le acquisizioni sotto le soglie abituali di notifica, in particolare nel digitale, AI e farmaceutico. Queste "killer acquisitions" possono eliminare aziende innovative prima che diventino concorrenti reali per i grandi attori.
I sistemi di pagamento sono trattati come un dossier di concorrenza e autonomia strategica. Gli eurodeputati chiedono alla Commissione di concludere senza ritardi ingiustificati le indagini sulle commissioni Visa e Mastercard e sul settore dei pagamenti. La relazione suggerisce anche una revisione del Regolamento sulle commissioni interbancarie.
L'euro digitale è presentato come un'opportunità per ridurre la dipendenza eccessiva dagli schemi di carte al di fuori dell'UE. Per il Parlamento, i pagamenti non sono solo un servizio finanziario, ma un'infrastruttura essenziale per l'economia, i consumatori e la sovranità tecnologica europea.
La relazione chiede anche un'applicazione più forte del Regolamento sulle sovvenzioni straniere contro le piattaforme online e i marketplace al di fuori dell'UE, ma con una riduzione degli oneri per le PMI. L'idea è che le aziende europee non debbano competere con attori sostenuti da sovvenzioni esterne non trasparenti, senza che le piccole aziende siano gravate da obblighi sproporzionati.
Gli eurodeputati chiedono lo sviluppo di infrastrutture chiave per l'autonomia e l'innovazione dell'Europa: cloud, infrastruttura AI, infrastruttura dei mercati finanziari e sistemi di pagamento europei resilienti, interoperabili e competitivi. Chiedono anche mercati energetici competitivi, che garantiscano prezzi stabili e accessibili.
Un'altra proposta è la creazione di uno strumento europeo di indagine sui mercati. Questo consentirebbe di affrontare problemi strutturali di concorrenza che non possono essere risolti in modo efficace dalle regole attuali. Alcuni Stati membri hanno già strumenti simili, e il Parlamento chiede alla Commissione di introdurne uno a livello UE.
La relazione chiede anche termini procedurali obbligatori per le indagini antitrust, affinché i casi non durino troppo a lungo. Gli eurodeputati vogliono anche uno studio che verifichi se le multe superano i guadagni ottenuti illegalmente, in modo che le sanzioni non diventino un semplice costo aziendale.
Nel campo della difesa, il Parlamento chiede un miglior accesso delle PMI ai mercati della difesa. Nel settore sportivo, la relazione segnala l'aumento del fenomeno della proprietà di più club da parte degli stessi investitori e propone di esaminare un divieto per i prezzi dinamici dei biglietti nel futuro Digital Fairness Act.
Stéphanie Yon-Courtin ha affermato che le decisioni di concorrenza non devono essere soggette alla politica e che la relazione chiede la valutazione del trasferimento delle competenze di concorrenza dalla Commissione a un'Autorità europea di concorrenza veramente indipendente. Ha collegato questa proposta alle indagini DMA che durano troppo a lungo e alla dipendenza dell'Europa da Visa e Mastercard, affermando che l'euro digitale è la possibilità per l'UE di riconquistare il controllo nei pagamenti.
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