L’Alta Corte di Cassazione e Giustizia dovrebbe pronunciarsi giovedì in via definitiva nel processo intentato contro il Governo e il Ministero delle Finanze per il pagamento di arretrati salariali spettanti ai magistrati, per un valore di circa 5 miliardi di lei. La pronuncia è già stata rinviata cinque volte.
In primo grado, la Corte d’Appello di Bucarest ha accolto l’azione dell’Alta Corte e ha obbligato il Governo e il Ministero delle Finanze a pagare le somme, anche mediante una rettifica di bilancio. Il pagamento dovrebbe essere effettuato entro 10 giorni dal passaggio in giudicato della sentenza, con penalità dell’1% per ogni giorno di ritardo e una multa pari al 20% del salario minimo lordo nazionale per ogni giorno.
L’Alta Corte sostiene che il mancato pagamento dei titoli esecutivi, alcuni dei quali non saldati da oltre dieci anni, lede il diritto di proprietà dei giudici e mina l’autorità dei tribunali. Il Governo contesta tuttavia la possibilità che il tribunale imponga stanziamenti di bilancio e ha chiesto il deferimento alla Corte costituzionale e alla CGUE.
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