search icon
search icon
Flag Arrow Down
Română
Română
Magyar
Magyar
English
English
Français
Français
Deutsch
Deutsch
Italiano
Italiano
Español
Español
Русский
Русский
日本語
日本語
中国人
中国人

Cambia lingua

arrow down
  • Română
    Română
  • Magyar
    Magyar
  • English
    English
  • Français
    Français
  • Deutsch
    Deutsch
  • Italiano
    Italiano
  • Español
    Español
  • Русский
    Русский
  • 日本語
    日本語
  • 中国人
    中国人
Sezioni
  • Ultima ora
  • Esclusivo
  • Sondaggi INSCOP
  • Podcast
  • UE
  • Diaspora
  • Repubblica di Moldova
  • Politica
  • Economia
  • Attualità
  • Internazionale
  • Sport
  • Salute
  • Educazione
  • Scienza IT&C
  • Arte & Lifestyle
  • Opinioni
  • Elezioni 2025
  • Ambiente
Chi siamo
Contatto
Informativa sulla privacy
Termini e condizioni
Scorri rapidamente i notiziari e scopri come vengono trattati nelle diverse pubblicazioni!
  • Ultima ora
  • Esclusivo
    • Sondaggi INSCOP
    • Podcast
    • UE
    • Diaspora
    • Repubblica di Moldova
    • Politica
    • Economia
    • Attualità
    • Internazionale
    • Sport
    • Salute
    • Educazione
    • Scienza IT&C
    • Arte & Lifestyle
    • Opinioni
    • Elezioni 2025
    • Ambiente
62 nuove notizie nelle ultime 24 ore
  1. Home
  2. Opinioni
EDITORIALI & opinioni

Economia della sicurezza

Daniel Apostol, editorialist, analist economic și expert în politici publice, fondator România Durabilă
whatsapp
facebook
linkedin
x
copy-link copy-link
3 giugno 2026, 06:49
main event image
Opinioni
Foto: Facebook.com/dan.apostol
google-preference

Guarda sempre le nostre notizie su Google

Una paradigma crolla sotto il peso della realtà. Da tre decenni, operiamo sotto gli auspici di un'asseverazione quasi dogmatica: economia e geopolitica hanno strade separate. I mercati interconnettono gli stati, il commercio dissolve le asimmetrie politiche, e la globalizzazione prometteva di sublimare le rivalità strategiche in una competizione benigna per investimenti, tecnologia e prosperità comune. Il nuovo ordine economico globale non è più dettato esclusivamente dai vettori dell'efficienza, dei costi marginali minimi e delle catene di approvvigionamento ottimizzate matematicamente. Al centro delle decisioni macroeconomiche sono tornati concetti precedentemente considerati quasi anacronistici: autonomia strategica, sicurezza nazionale, controllo delle risorse critiche, sovranità tecnologica e resilienza industriale. L'economia è tornata, di fatto, geopolitica continuata con altri mezzi, alterando fondamentalmente le regole del gioco globale.

La pandemia ha esposto la vulnerabilità sistemica delle reti globali di approvvigionamento "Just-in-Time". La crisi energetica europea ha dimostrato il rischio esistenziale della dipendenza da risorse controllate in modo autocratico. L'aggressione della Russia in Ucraina ha ricordato che la sicurezza militare ed economica sono facce della stessa medaglia, mentre il disaccoppiamento tecnologico tra Washington e Pechino ha riscritto completamente la logica dei mercati globali. Oggi, i semiconduttori sono il nuovo petrolio del XXI secolo, l'intelligenza artificiale rappresenta infrastruttura critica, e i minerali rari sono la posta in gioco del nuovo export di potere. In un ambiente in cui i cavi sottomarini, i centri di dati e le reti elettriche sono trattati come obiettivi di sicurezza nazionale, l'efficienza pura perde lo status di criterio supremo. La resilienza ha detronizzato il costo minimo, e il mercato libero è costretto a cedere terreno di fronte all'economia della sicurezza.

La mutazione ideologica più profonda si verifica proprio nel cuore del capitalismo liberale. Gli Stati Uniti stanno rimodellando una politica industriale di una notevole aggressività concettuale. Sotto l'imperativo della competizione strategica con la Cina, Washington orchestra un nuovo modello economico basato su massicci sussidi, restrizioni commerciali e interventismo statale. CHIPS and Science Act non rappresenta solo uno stimolo finanziario, ma uno strumento geostrategico destinato a ripatriare la produzione di semiconduttori e a soffocare il progresso tecnologico di Pechino. Inflation Reduction Act (IRA) distorce il calcolo economico classico, sovvenzionando massicciamente la transizione verde americana e assorbendo capitale globale per ricostruire capacità industriali considerate vitali.

L'America non lascia più che il mercato risolva da solo le asimmetrie globali; lo stato ritorna nell'economia non come amministratore centralizzato, ma come architetto strategico. Dall'altra parte, la Cina non ha mai operato la disgiunzione tra economia e obiettivi di partito e di stato. Il successo industriale cinese è stato il prodotto di una sinergia sofisticata tra mercantilismo, pianificazione a lungo termine e acquisizione di attivi strategici globali. L'Occidente scopre ora che la sua dipendenza asimmetrica dalla Cina — dalle materie prime critiche per la transizione energetica, fino ai componenti per l'industria automobilistica e tecnologica — genera una profonda ansia strategica.

Non è casuale che la lessicologia economica sia stata inondata da termini come "friend-shoring", "de-risking" o "autonomia strategica". Tutti questi termini descrivono, in modo sussidiario, il ritiro ordinato dal modello di globalizzazione senza frontiere. Per l'Unione Europea, questa transizione abbraccia una nota di drammaticità strutturale. Bruxelles cerca un'equazione quasi impossibile: mantenere l'ethos dell'economia di mercato aperta, conservare la competitività industriale del blocco comunitario e, simultaneamente, ridurre le dipendenze da attori geopolitici imprevedibili.

Lo shock sistemico provocato dalla perdita del gas russo a buon mercato ha dimostrato il costo nascosto del dividendo della pace. L'Europa è costretta a constatare che l'esternalizzazione della sicurezza verso gli USA e dell'energia verso la Russia è stata un errore di calcolo strategico. Sebbene il discorso ufficiale abbondi in appelli alla reindustrializzazione, sicurezza digitale e indipendenza energetica, l'implementazione di questa paradigma comporta un costo proibitivo. L'economia della sicurezza è strutturalmente più costosa. La ridondanza delle reti costa, il rilocalizzazione delle capacità di produzione (near-shoring) costa, le scorte strategiche e il riarmo costano.

La pace economica dei decenni passati è stata, in sostanza, un dividendo geopolitico esaurito.

Ultime notizie

22:01

Traian Băsescu, sulle droni abbattuti: „Testano la capacità di risposta / Se le cose evolvono e ci superano, in prima fase deve essere convocata la NATO ai sensi dell'Articolo 4”

21:15

Raed Arafat denuncia fatti "di particolare gravità" nel fascicolo "delle presunte assunzioni fittizie" presso il DSU

20:37

Il presidente cubano Miguel Diaz-Canel accusa l'amministrazione Trump di "genocidio politico", dopo un rapporto americano che incrimina Cuba

20:16

Sepsi OSK vince contro l'Università di Cluj con 1-0 nella seconda giornata della Superlega

19:44

Primo titolo WTA della carriera a 18 anni! La giocatrice austriaca Lilli Tagger ha vinto il torneo WTA 250 di Praga

Vedi altre notizie

NOTIZIE SUGLI STESSI ARGOMENTI

event image
Opinioni
Era dell'ansia strategica: Il crepuscolo della globalizzazione ingenua e l'ascesa del capitalismo geopolitico
event image
UE
Il Centro Politico Europeo chiede all'Unione Europea una dottrina di sicurezza economica più ferma.
event image
Opinioni
La nuova geografia dei vincitori e dei perdenti
event image
Opinioni
"Museo Europa": troppo costoso da mantenere!
event image
UE
Il Centro Politico Europeo sostiene che l'Unione Europea ha bisogno di una dottrina di deterrenza economica
event image
Opinioni
Perché l'uscita degli EAU dall'OPEC rappresenta un momento della verità per l'Europa
app preview
Feed di notizie personalizzato, ricerca con AI e notifiche in un’esperienza più interattiva.
app preview app preview
Economia della sicurezza le catene di approvvigionamento globali Daniel Apostol

Raccomandazioni dell’editore

main event image
Internazionale
7 ore fa

La stampa russa ha omesso i riferimenti a Mosca nel messaggio di Nicușor Dan riguardo al drone abbattuto

Fonti
imagine sursa
imagine sursa
imagine sursa
imagine sursa
imagine sursa
+1
main event image
Attualità
3 ore fa

Petrișor Peiu: "La faccia della Russia deve essere protestata fermamente, ogni volta che i droni russi entrano nel nostro spazio aereo"

Fonti
imagine sursa
imagine sursa
imagine sursa
main event image
Opinioni
15 ore fa

Sever Voinescu, Dilema.ro: Dice che è uno specchio, non una coscienza

main event image
Esclusivo
Ieri 10:15
Contenuto esclusivo

IT News Review di Control F5 Software: Il Regno Unito propone una restrizione volontaria notturna per i social network

app preview
Feed di notizie personalizzato, ricerca con AI e notifiche in un’esperienza più interattiva.
app preview
app store badge google play badge
  • Ultima ora
  • Esclusivo
  • Sondaggi INSCOP
  • Podcast
  • UE
  • Diaspora
  • Repubblica di Moldova
  • Politica
  • Economia
  • Attualità
  • Internazionale
  • Sport
  • Salute
  • Educazione
  • Scienza IT&C
  • Arte & Lifestyle
  • Opinioni
  • Elezioni 2025
  • Ambiente
  • Chi siamo
  • Contatto
Informativa sulla privacy
Politica sui cookie
Termini e condizioni
Licenze open source
Tutti i diritti riservati Strategic Media Team SRL

Tecnologia in partnership con

anpc-sal anpc-sol