L’Unione Europea ha criticato venerdì le sanzioni annunciate dagli Stati Uniti contro la Corte penale internazionale e si è impegnata a sostenere l’istituzione con sede all’Aia, affinché possa continuare la sua attività. La Commissione europea ha definito le misure «profondamente deplorevoli» e ha annunciato di essere pronta ad adottare tutte le misure necessarie per proteggere il funzionamento della CPI.
Gli Stati Uniti hanno deciso di imporre sanzioni per un periodo di 180 giorni, incluso il divieto di effettuare transazioni finanziarie con la corte, con l’obiettivo di limitarne le risorse e la capacità operativa. Washington sostiene che le misure difendano la sovranità americana e i cittadini statunitensi da quella che considera una minaccia rappresentata dalla CPI.
La decisione americana arriva dopo l’emissione da parte della Corte penale internazionale di un mandato di arresto nei confronti del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, accusato di presunti crimini commessi nella Striscia di Gaza. Le sanzioni sono state annunciate lo stesso giorno in cui la giurista sudafricana Navi Pillay ha ricevuto il Premio Nobel per la Pace, anche per la sua attività nell’ambito della CPI.
Numerosi Stati europei, il Canada e il Giappone hanno riaffermato il loro sostegno alla corte. I Paesi Bassi hanno chiesto la preparazione del meccanismo europeo di blocco, che potrebbe proteggere le aziende e le banche europee dalle sanzioni extraterritoriali americane. La Commissione europea non ha tuttavia precisato se attiverà questo strumento.
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