L’amministrazione del presidente Donald Trump ha preparato sanzioni contro l’intera Corte penale internazionale (CPI), che intende annunciare a breve, secondo fonti citate da Reuters. Il momento esatto della decisione non è chiaro, ma questa potrebbe essere finalizzata già questa settimana, durante la riunione dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite, secondo il Wall Street Journal.
La misura rappresenterebbe una significativa escalation delle pressioni esercitate da Washington sul tribunale dell’Aia. Gli Stati Uniti hanno già imposto sanzioni ad alcuni giudici e procuratori della CPI, ma finora non hanno preso di mira l’istituzione nel suo complesso. L’amministrazione Trump vuole che il tribunale rinunci ai mandati di arresto emessi contro alcuni leader israeliani e all’indagine su presunti crimini commessi da militari statunitensi in Afghanistan.
Le sanzioni potrebbero colpire anche le entità che cooperano con la CPI. Ai cittadini e alle aziende statunitensi sarebbe vietato fornire al tribunale fondi, beni o servizi senza una licenza speciale rilasciata dal Tesoro degli Stati Uniti. La misura potrebbe ripercuotersi sui servizi informatici, sulle assicurazioni, sul reclutamento degli investigatori e sulle operazioni finanziarie correnti della Corte.
Gli Stati Uniti non sono membri della CPI, istituita nel 2002 per indagare sui crimini di guerra, sul genocidio e sui crimini contro l’umanità. Il Dipartimento di Stato non ha commentato le informazioni.
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