Il premier ungherese Péter Magyar ha salutato lunedì l’adozione da parte dell’Ucraina di una legge che rafforza i diritti linguistici delle minoranze nazionali nell’istruzione, una misura considerata essenziale per rilanciare le relazioni tra Budapest e Kiev e per proseguire i negoziati sull’adesione dell’Ucraina all’Unione europea.
Magyar ha dichiarato in parlamento che la legge rappresenta un «buon segno», ma ha avvertito che sono ancora necessari ulteriori passi per ricostruire la fiducia tra i due Paesi. La riforma risponde a una delle principali condizioni imposte dall’Ungheria, relativa al rispetto dei diritti della comunità ungherese della Transcarpazia, regione dell’Ucraina occidentale con una numerosa popolazione di lingua ungherese.
La commissaria europea per l’allargamento, Marta Kos, ha descritto l’adozione della legge come un «passo decisivo in avanti» e una condizione essenziale affinché l’Ucraina continui le riforme necessarie all’integrazione europea. Il ministro degli Esteri ucraino, Andrii Sîbiga, ha a sua volta salutato il voto e ha affermato che questo potrebbe consentire l’apertura ufficiale di due nuovi cluster negoziali con l’Ucraina e la Repubblica di Moldova.
La controversia risale al 2017, quando una legge che imponeva l’ucraino come lingua principale nell’istruzione secondaria spinse il governo ungherese guidato da Viktor Orbán a bloccare i colloqui sull’adesione dell’Ucraina all’UE. Budapest ha ritirato il veto a giugno, ma ha continuato a chiedere progressi concreti nella tutela della minoranza ungherese.
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