L’Ungheria ha bloccato, il 20 ottobre, la prossima fase procedurale per lo sblocco degli ultimi due gruppi di riforme nel processo di adesione della Repubblica di Moldova e dell’Ucraina all’Unione europea, hanno dichiarato tre diplomatici al Kyiv Independent. La decisione ha suscitato il malcontento degli altri 26 Stati membri.
I due Paesi portano avanti insieme il processo di adesione, fino allo sblocco di tutti i sei gruppi di riforme necessari per l’allineamento alla legislazione europea. Il 13 ottobre, a Lussemburgo, sono stati sbloccati altri due gruppi; restano in discussione quelli riguardanti agricoltura, ambiente e trasporti.
Gli esperti tecnici degli Stati membri si sono riuniti a Bruxelles per concordare un passaggio procedurale che avrebbe avviato lo sblocco degli ultimi due gruppi. Secondo i diplomatici citati, l’Ungheria ha bloccato l’iniziativa senza fornire una spiegazione chiara, affermando soltanto di mantenere la propria posizione precedente.
Il blocco non sembra più essere legato ai diritti educativi della minoranza ungherese in Ucraina, dopo che Kiev ha adottato una legge in materia il 12 ottobre. I diplomatici stimano che la misura sarà temporanea e mirerà a evitare critiche interne al governo ungherese.
La questione sarà discussa a ogni riunione del gruppo di lavoro per l’allargamento. Funzionari europei e nazionali prevedono che gli ultimi due gruppi di riforme potrebbero essere aperti ufficialmente a dicembre, con l’adesione di Moldova e Ucraina tra le priorità della presidenza irlandese del Consiglio dell’UE.
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