La Corte Europea dei Diritti Umani (CEDU) ha condannato la Bulgaria per una legge che autorizza i servizi di intelligence a infiltrarsi in aziende, ONG e agenzie governative in nome della sicurezza nazionale.
Interpellata da un ONG ambientalista, la CEDU ha stabilito che questa legge viola il diritto alla vita privata, sottolineando che la semplice esistenza del regolamento costituisce una violazione dei diritti dell'organizzazione ricorrente, senza che sia necessario dimostrare il rischio di infiltrazione. Sebbene la CEDU non abbia imposto sanzioni finanziarie, ha concluso che le attuali normative non offrono protezioni minime contro gli abusi.
La legge, in vigore dal 2008 e ampliata nel 2018, consente all'agenzia nazionale di controspionaggio di piazzare informatori in strutture senza il consenso dei direttori, senza limiti di tempo e senza che questi siano informati.
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