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Il Cremlino ha avvertito martedì che la decisione preliminare del Parlamento lituano di eliminare il divieto costituzionale riguardante l’ospitalità di armi nucleari potrebbe provocare una nuova escalation delle tensioni in Europa. L’avvertimento arriva dopo che il Parlamento di Vilnius ha approvato, nel primo dei due turni necessari, la modifica delle disposizioni adottate oltre tre decenni fa, dopo l’indipendenza della Lituania dall’Unione Sovietica.
Il portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov, ha dichiarato che l’avvicinamento delle infrastrutture militari americane ai confini della Russia e l’eventuale dispiegamento di armi nucleari in uno Stato vicino non contribuiranno alla stabilità e alla prevedibilità del continente europeo. Mosca ritiene che questi sviluppi rappresentino passi verso una significativa escalation delle tensioni.
La reazione del Cremlino è arrivata anche nel contesto della proposta attribuita al presidente americano Donald Trump riguardante la costruzione di una base militare americana in Lituania. Gli Stati Uniti mantengono già in questo Paese un battaglione corazzato di circa 1.000 militari, attraverso rotazioni iniziate nel 2019.
Affinché la riforma entri in vigore, il Parlamento lituano deve approvare la misura con una maggioranza di due terzi in due turni di votazione. Lo Stato baltico è membro dell’Unione Europea e della NATO e confina con la Russia e la Bielorussia.
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