Venerdì, i prezzi del petrolio hanno registrato un aumento di circa il 3%, con i trader che anticipano possibili perturbazioni dell'offerta a causa di prolungate discussioni nucleari tra Stati Uniti e Iran. I contratti futures per il petrolio Brent sono aumentati di 2,09 dollari, raggiungendo 72,84 dollari al barile, mentre quelli per il West Texas Intermediate (WTI) sono saliti di 2,33 dollari, toccando 67,54 dollari. L'analista Tamas Varga ha sottolineato che l'incertezza sul mercato, alimentata dalle preoccupazioni riguardo a un possibile blocco dei negoziati o azioni militari, contribuisce all'aumento dei prezzi.
Inoltre, i premi per i rischi geopolitici sono stimati tra 8 e 10 dollari al barile, soprattutto a causa del possibile blocco dello Stretto di Hormuz. In questo contesto, l'Emirato di Abu Dhabi intende aumentare le esportazioni di petrolio, mentre l'Arabia Saudita potrebbe aggiustare i prezzi delle consegne verso l'Asia. L'OPEC+ potrebbe discutere un aumento della produzione di 137.000 barili al giorno per il mese di aprile.
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