Il prezzo del petrolio Brent, il riferimento internazionale per il mercato di settore, è aumentato giovedì di 1,33 dollari, fino a 101,53 dollari al barile. Il petrolio statunitense West Texas Intermediate (WTI) si è apprezzato di 1,11 dollari, raggiungendo 89,39 dollari al barile, secondo Reuters. L'andamento è alimentato dai timori riguardo alla sicurezza dei trasporti petroliferi nella regione del Golfo e nei pressi dello Stretto di Hormuz.
Nel mese di ottobre, gli attacchi alle navi che trasportano petrolio si sono intensificati. Una petroliera situata nei pressi del Qatar è stata colpita da diversi proiettili, in un incidente che ha causato vittime, secondo la stampa internazionale. Attacchi di questo tipo aumentano i rischi per gli equipaggi e le compagnie, nonché i costi di assicurazione, operativi e di trasporto.
Lo Stretto di Hormuz è una rotta strategica che collega il Golfo Persico alle principali vie marittime internazionali. Un'interruzione prolungata del traffico potrebbe compromettere l'approvvigionamento di diverse economie e esercitare ulteriore pressione sui prezzi.
L'Agenzia internazionale per l'energia ha accelerato il rilascio del petrolio dalle riserve strategiche per limitare gli effetti della crisi. La misura può attenuare temporaneamente gli squilibri, ma non aumenta la produzione globale e le quantità disponibili sono limitate.
In Europa e in Romania, il mantenimento di quotazioni elevate può portare a un graduale aumento dei prezzi della benzina e del gasolio, a seconda del tasso di cambio, delle tasse e dei costi di raffinazione e distribuzione. Gli effetti possono estendersi ai trasporti, all'agricoltura e all'inflazione.
L'andamento del mercato dipenderà dalla sicurezza delle rotte marittime e dalla continuità delle esportazioni.
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