I prezzi del petrolio sono aumentati bruscamente a settembre, dopo un attacco con droni contro l’oleodotto strategico Est-Ovest in Arabia Saudita, un incidente che ha amplificato i timori di una nuova grave perturbazione dell’approvvigionamento globale di greggio.
I contratti futures sul petrolio Brent, il riferimento internazionale, sono avanzati di oltre il 14% questo mese e vengono scambiati vicino al livello di 104 dollari al barile. Il petrolio statunitense West Texas Intermediate (WTI) è aumentato di oltre il 6%, superando i 91 dollari al barile.
L’Arabia Saudita ha chiuso l’oleodotto Est-Ovest il 10 settembre, dopo che questo era stato danneggiato in un attacco con droni lanciato dall’Iraq. L’oleodotto trasporta il petrolio verso la costa del Mar Rosso e svolge un ruolo importante nelle esportazioni saudite.
Nel frattempo, i carichi di petrolio destinati all’esportazione nel porto di Yanbu sono aumentati, segnalando la ripresa dei flussi e la rimessa in funzione dell’oleodotto. Il WTI viene tuttavia scambiato con uno sconto maggiore rispetto al Brent, sullo sfondo delle discussioni relative a un possibile divieto delle esportazioni di diesel dagli Stati Uniti. La misura potrebbe ridurre la produzione delle raffinerie statunitensi e, di conseguenza, la domanda di greggio.
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