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Il presidente turco Recep Tayyip Erdoğan ha dichiarato martedì, a New York, durante la sessione plenaria dell’Assemblea generale dell’ONU, che l’organizzazione non è più in grado di svolgere il proprio ruolo di garante della pace internazionale. Il leader di Ankara ha chiesto la riforma del Consiglio di Sicurezza e un coinvolgimento più efficace della comunità internazionale nei conflitti attuali.
Erdoğan ha criticato la situazione nella Striscia di Gaza e ha affermato che «nessuno con una coscienza può chiudere gli occhi» di fronte a quanto sta accadendo nell’enclave palestinese. Ha espresso rammarico per l’assenza del presidente palestinese Mahmoud Abbas dalla sessione dell’Assemblea generale e ha esortato gli Stati che non hanno riconosciuto la Palestina a riconsiderare la propria posizione.
Il presidente turco ha chiesto di intensificare le pressioni su Israele affinché ponga fine alla guerra. Nel suo discorso ha affrontato anche il conflitto nello Yemen, sostenendo che la Turchia continua gli sforzi diplomatici insieme a tutte le parti coinvolte per porre fine agli scontri tra l’Arabia Saudita e il movimento houthi, sostenuto dall’Iran. Ankara ritiene che il prolungamento delle ostilità non serva gli interessi di nessuna delle parti e manterrà il proprio ruolo di mediatore.
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