Dopo gli orrori scoperti nei rifugi per cani di Vrancea e Giurgiu, oggi nelle commissioni del Senato entra in discussione una modifica dell'OUG 155/2001 riguardante la gestione dei cani senza padrone, che sposta l'accento dall'uccisione dei cani alla prevenzione, sterilizzazione e responsabilità delle autorità e dei detentori, cercando di evitare la riproduzione e la continuazione di affari con eutanasie e in altri rifugi privati pagati con fondi pubblici.
Eutanasia: da eccezione a "soluzione di sistema"
Dopo il caso "Ionuț", quando nel 2013 un bambino di 4 anni è morto a causa delle morsicature di cani presenti su un terreno privato, la Romania ha adottato una legge che consente l'eutanasia dei cani entro 14 giorni, anche di quelli sani, se non vengono adottati o reclamati.
Nella legislazione attuale, i cani non reclamati o non adottati entro 14 giorni possono essere euthanizzati per decisione del sindaco, il termine essendo legato alle "capacità di accoglienza e disponibilità di bilancio". Così, secondo la legislazione, se esiste capacità di accoglienza e disponibilità di bilancio, questi cani possono essere mantenuti nel rifugio. Tuttavia, in pratica, questo meccanismo ha alimentato contratti da milioni di euro per rifugi che hanno ucciso decine di migliaia di cani sani, come Vetmedan a Suraia o Aspa Ivets a Giurgiu.
Il nuovo progetto, presentato nel 2025, vieta esplicitamente l'uso dell'eutanasia come metodo di gestione della popolazione canina e la limita rigorosamente ai cani malati incurabili, presenti in sofferenza estrema, diagnosticati all'ingresso nel rifugio e euthanizzati solo sulla base di un rapporto medico scritto. L'elenco delle malattie incurabili deve essere stabilito e aggiornato dal Collegio dei Medici Veterinari, il che eliminerebbe dalla zona dell'arbitrarietà formulazioni del tipo "malattia" corrette con il correttore sui fogli di eutanasia, come è successo a Suraia.
Dispare il meccanismo di eutanasia "in massa" dopo 14 giorni
L'articolo 7 dell'OUG 155, quello che consente l'eutanasia dei cani non reclamati dopo la scadenza del termine di 14 giorni, è praticamente abolito nella sua parte letale. Vengono abrogati i commi 2, 3 e 4 – quelli che davano al sindaco il potere di stabilire per decisione il termine di eutanasia, "in funzione delle capacità di accoglienza e del bilancio". Rimane solo un articolo 7 riscritto su logica di protezione:
nelle prime 7 giorni i cani possono essere reclamati dal proprietario; dal giorno 8, possono essere reclamati o adottati da persone fisiche o giuridiche del paese e dall'estero; l'adozione è gratuita, e i cani non possono più essere euthanizzati solo perché hanno superato un termine di soggiorno nel rifugio.
Il termine di 14 giorni cessa, quindi, di essere una linea di demarcazione tra vita e morte e diventa solo una fase amministrativa di reclamazione e adozione, non un limite per l'uccisione a catena, come è successo nei rifugi privati documentati.
La sterilizzazione diventa lo strumento centrale della legge
Invece dell'eutanasia come strumento di controllo numerico, il progetto spinge in primo piano la sterilizzazione, finanziata e monitorata a livello locale e provinciale. Tutti i consigli locali, i consigli provinciali e il CGMB sarebbero obbligati a destinare annualmente almeno lo 0,1% del bilancio per sterilizzazione, identificazione e registrazione, inclusi i cani senza proprietario. Il testo riscrive l'articolo 13²: la sterilizzazione diventa obbligatoria per i cani con e senza padrone, con l'eccezione di quelli con regime speciale (cani di razza, utilitari, animali la cui condizione di salute non consente l'intervento). Inoltre, i cani clinicamente sani, accettati dalla comunità e non pericolosi devono essere sterilizzati, microchippati, tatuati e poi reimmessi nel territorio, non euthanizzati.
I rifugi: da "fabbriche di eutanasia" a una rete controllata e trasparente
Il progetto cambia anche l'architettura istituzionale che ha permesso l'emergere di "macelli di cani" con fondi pubblici.
Si istituiscono strutture di protezione degli animali a livello di consiglio provinciale e nei comuni capoluogo di provincia, obbligate a fare un piano di gestione per un minimo di 5 anni e a prendere il coordinamento dei rifugi locali inefficienti.
I servizi di gestione si effettuano prioritariamente in regime di gestione diretta, e la delega a ONG diventa un'eccezione strettamente condizionata: minimo 5 anni di attività continua, zero storico di eutanasie di cani sani e senza persone coinvolte in precedenti abusi sugli animali.
Per i rifugi, il progetto impone:
trattamento medico completo (deparasitazione, vaccinazione, sterilizzazione) per tutti i cani ospitati, non solo per quelli "desiderati" per adozione; obbligo di telecamere corporee durante la cattura, il trasporto e la consegna nel rifugio; registri obbligatori non solo su carta, ma anche in formato digitale, pubblicati sui siti delle istituzioni, con il numero di cani catturati, adottati, euthanizzati, le sostanze utilizzate e la persona che ha effettuato la procedura.
Questo tipo di trasparenza renderebbe più difficile nascondere le discrepanze flagranti tra la quantità di T61 acquistata e il numero di cani euthanizzati, come si è visto a Vetmedan, dove la dose media risultante avrebbe appena ucciso un Chihuahua, non cani di 20 chili.
Da "eutanasia come affare" a responsabilità pubblica
Le indagini a Suraia, Giurgiu, Prahova o Suceava hanno dimostrato come un quadro legislativo pensato dopo la tragedia del 2013 sia stato dirottato in un modello economico in cui ogni cane morto significava un posto libero e un contratto in più. Il progetto di modifica dell'OUG 155 cerca di invertire la logica: fondi pubblici per prevenzione, non per iniezioni letali, cani sani reimmessi nel territorio e monitorati, non inceneriti in massa, e rifugi posti sotto un'ombrello provinciale con piani, indicatori e verifiche periodiche. Mentre la legge attuale "tollera" l'eutanasia dei cani sani dopo un termine amministrativo, il nuovo testo la ridefinisce come ultimo gesto medico, in un quadro in cui le autorità locali non possono più pagare, tranquille, macelli di cani sotto l'etichetta di "gestione dei randagi".
Sintesi realizzata con l'aiuto di un flusso di monitoraggio di dati fornito dalla piattaforma di monitoraggio media NewsVibe Romania. L'analisi presentata è stata migliorata con l'aiuto di strumenti di Machine Learning e Intelligenza Artificiale.
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