S&P Global Ratings valuterà il rating sovrano della Romania il 2 ottobre, in un contesto caratterizzato da stallo politico, squilibri fiscali e crollo degli investimenti esteri. Attualmente la Romania ha un rating BBB-/A-3, con outlook negativo, l’ultimo gradino della categoria investment grade.
Un eventuale declassamento farebbe rientrare i titoli di Stato nella categoria junk, inducendo i grandi fondi internazionali a rivalutare la propria esposizione verso la Romania. Secondo Alex Milcev, partner di EY Romania, le agenzie di rating hanno concesso al Paese tempo per il consolidamento delle finanze, non una garanzia che l’attuale rating venga mantenuto.
I dati della BNR mostrano che gli investimenti diretti esteri sono diminuiti del 77% nei primi sette mesi del 2026, raggiungendo 1,127 miliardi di euro, rispetto ai 4,915 miliardi di euro dello stesso periodo del 2025. Nel frattempo, il deficit delle partite correnti ha raggiunto 16,290 miliardi di euro, mentre gli afflussi netti di IDE coprono solo il 26% di questo squilibrio, secondo le stime di Fitch.
Fitch stima che il deficit di bilancio scenderà al 5,9% del PIL nel 2026, dal 9,3% del 2024, ma il debito pubblico dovrebbe salire al 64,5% del PIL entro il 2028. Il declassamento potrebbe rendere più costoso il finanziamento per lo Stato, le banche, le aziende e le famiglie, esercitando al contempo pressioni sul leu. EY indica come priorità il miglioramento della riscossione fiscale, un bilancio credibile per il 2027 e il ripristino della stabilità politica.
Fonti
Ultime notizie
23:08
22:55
22:48
22:33
22:31
Vedi altre notizie