La Corte costituzionale della Romania ha stabilito martedì, all’unanimità, che è incostituzionale la condizione secondo cui gli alti funzionari pubblici e i funzionari pubblici dirigenti devono interrompere il rapporto di servizio prima di candidarsi a cariche pubbliche elettive.
La CCR ha accolto l’eccezione di incostituzionalità e ha constatato che le disposizioni dell’articolo 34, comma 3, della Legge 188/1999 sullo Statuto dei funzionari pubblici, nella versione precedente all’entrata in vigore della Legge 156/2018, sono contrarie alla Costituzione.
I giudici costituzionali hanno stabilito che la misura viola le disposizioni relative all’uguaglianza dei diritti, al diritto di essere eletti e al diritto al lavoro. Secondo la Corte, la norma introduceva una discriminazione ingiustificata tra le categorie di funzionari e scoraggiava l’esercizio del diritto di candidarsi.
La CCR ha inoltre ritenuto che l’interruzione del rapporto di servizio non sia proporzionata allo scopo di garantire la neutralità della funzione pubblica e non mantenga un giusto equilibrio tra l’interesse pubblico e quello individuale. La Corte ha sottolineato che esistevano soluzioni legislative meno restrittive.
La Corte ha precisato anche che il diritto di essere eletti rappresenta la possibilità di ricoprire successivamente una carica pubblica, non la garanzia di ottenerla; pertanto, tale prospettiva non può sostituire il diritto al lavoro.
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