In plenaria del Parlamento Europeo, Virgil Popescu ha chiesto che il Mar Nero sia trattato come parte dell'architettura energetica strategica dell'Unione, ha presentato il progetto Neptun Deep come un progetto europeo di sicurezza energetica e ha sostenuto che la protezione delle infrastrutture offshore deve diventare una priorità europea assoluta.
Virgil Popescu ha sostenuto in plenaria del Parlamento Europeo che la sicurezza energetica europea non può essere costruita solo attorno al Mare del Nord e ha chiesto che il Mar Nero sia trattato come una componente strategica dell'Unione Energetica, affermando che il progetto Neptun Deep "non è solo un progetto nazionale, è un progetto europeo di sicurezza energetica" e richiedendo supporto europeo per aumentare la protezione delle infrastrutture offshore nella regione.
In breve
Virgil Popescu ha detto che la sicurezza energetica europea "non si costruisce solo a Nord", ma anche a Sud, Est e Ovest.
Ha presentato il progetto Neptun Deep come "un progetto europeo di sicurezza energetica".
L'eurodeputato ha affermato che, senza i nuovi volumi di gas naturale dal Mar Nero, la transizione energetica europea rischia di essere "più instabile, più costosa e più vulnerabile a shock esterni".
Secondo Popescu, il plateau romeno del Mar Nero ha un potenziale di oltre 70 GW per l'energia eolica offshore.
Ha chiesto al commissario europeo per l'energia e le abitazioni, Dan Jørgensen, di sostenere l'aumento della protezione delle infrastrutture offshore nel Mar Nero.
L'intervento di Virgil Popescu è partito dal dibattito in plenaria sul potenziale energetico del Mare del Nord, ma ha spostato l'accento sulla dimensione orientale della sicurezza energetica europea. "L'Europa parla oggi qui del potenziale energetico del Mare del Nord. È una discussione legittima e necessaria. Ma la sicurezza energetica europea non si costruisce solo a Nord. Si costruisce anche a Sud, a Est e a Ovest", ha detto l'eurodeputato.
Ha collegato direttamente questo argomento alla posizione della Romania nella regione e al ruolo del Mar Nero nella strategia energetica dell'Unione. "Vengo da un paese dell'Est e per questo mi interessa molto la zona del Mar Nero. La Romania gioca un ruolo strategico in questo sforzo", ha affermato Popescu, introducendo al centro del suo intervento il progetto Neptun Deep.
Il suo messaggio principale è stato che lo sfruttamento del gas naturale nel Mar Nero deve essere letto in termini di sicurezza energetica europea, non solo di interesse nazionale. "Il progetto di estrazione del gas naturale dal Mar Nero, Neptun Deep, non è solo un progetto nazionale, è un progetto europeo di sicurezza energetica", ha detto. Nella sua formulazione, i nuovi volumi di gas dal Mar Nero sono presentati come elemento di stabilità per la transizione energetica dell'UE. "Senza i nuovi volumi di gas naturale dal Mar Nero, la transizione energetica europea rischia di essere più instabile, più costosa e più vulnerabile a shock esterni."
Il discorso non si è limitato al gas. Popescu ha introdotto anche l'argomento riguardante il potenziale energetico offshore della Romania in materia di rinnovabili, affermando che "il plateau romeno del Mar Nero ha un potenziale enorme di energia eolica, oltre 70 GW". In questa costruzione, il Mar Nero appare come una doppia fonte di sicurezza energetica, sia attraverso il gas, sia attraverso la capacità di sviluppo dell'energia eolica offshore.
Popescu ha sostenuto che un'economia europea elettrificata, digitalizzata e decarbonizzata non può essere costruita senza fonti stabili e senza un'infrastruttura resiliente. "La realtà è semplice: non possiamo costruire un'economia elettrificata, digitalizzata e decarbonizzata senza fonti stabili di energia e senza un'infrastruttura resiliente", ha detto, collegando così il tema della transizione verde a quello della sicurezza energetica e della protezione delle infrastrutture critiche.
Una parte centrale dell'intervento ha riguardato proprio la vulnerabilità delle infrastrutture energetiche offshore. Popescu ha evocato gli attacchi e i sabotaggi degli ultimi anni, così come l'uso dell'energia come strumento geopolitico. "Negli ultimi anni abbiamo visto attacchi alle infrastrutture energetiche, sabotaggi e l'uso dell'energia come arma geopolitica. La protezione delle infrastrutture offshore, sia nel Mare del Nord che nel Mar Nero, deve diventare una priorità europea assoluta."
Virgil Popescu ha affermato di aver chiesto al commissario europeo per l'energia e le abitazioni, Dan Jørgensen, di sostenere l'aumento della protezione delle infrastrutture offshore nel Mar Nero, argomentando che la Romania "contribuirà a rafforzare la sicurezza energetica dell'UE attraverso il progetto Neptun Deep e l'energia eolica offshore".
L'intervento introduce anche una chiara posizione a favore della neutralità tecnologica. Popescu ha detto che "dobbiamo rimanere fedeli a un principio fondamentale: la neutralità tecnologica", aggiungendo che "le energie rinnovabili sono essenziali e devono essere accelerate, ma insieme a esse abbiamo bisogno anche di energia nucleare". Il messaggio politico è che la transizione energetica non deve essere costruita esclusivamente attorno a una sola tecnologia, ma attorno a un mix che garantisca stabilità, competitività e sicurezza.
In questa logica, ha presentato la Romania come fornitore di stabilità energetica per l'Unione. "La Romania dimostra già di poter essere un fornitore di stabilità energetica per l'intera Unione. Investiamo nell'offshore nel Mar Nero e nelle interconnessioni regionali", ha affermato Popescu. Questo passaggio sposta il discorso da una pleonastica regionale a un argomento strategico europeo, in cui la Romania è presentata come uno stato capace di contribuire alla sicurezza energetica dell'intera Unione.
L'eurodeputato aggiunge anche una dimensione di continuità politica tra il suo mandato nazionale e l'attuale ruolo europeo. "Anche quando ero ministro dell'Energia ho preparato il progetto di legge che ora consente investimenti nell'energia eolica offshore. Per questo, ora come europarlamentare sostengo questi investimenti chiedendo protezione e sicurezza."
La conclusione dell'intervento riprende l'idea di un'Unione Energetica costruita sulla base di un contributo equilibrato di tutte le regioni e risorse. "Se vogliamo una transizione energetica credibile dobbiamo costruire un'Unione Energetica reale in cui tutte le regioni e tutte le risorse contribuiscano all'obiettivo comune. L'Europa ha bisogno di una transizione verde, ma anche di una transizione sicura, competitiva e geopoliticamente coerente."
L'intervento di Virgil Popescu si inserisce in un dibattito più ampio sulla capacità dell'Unione Europea di costruire la propria sicurezza energetica attraverso la diversificazione geografica, lo sviluppo delle infrastrutture offshore e la combinazione degli obiettivi climatici con quelli di resilienza strategica. In questo contesto, il discorso cerca di riposizionare il Mar Nero al centro della discussione europea, in un momento in cui i dibattiti sull'energia offshore sono dominati soprattutto dal Mare del Nord.
Dal punto di vista politico, il suo messaggio collega tre dossier che frequentemente sono trattati separatamente, lo sfruttamento del gas offshore, lo sviluppo dell'eolico offshore e la sicurezza delle infrastrutture energetiche. Nella formulazione proposta da Popescu, questi temi fanno parte della stessa logica strategica europea, quella di una transizione verde che sia al contempo sicura, competitiva e resistente a shock geopolitici.
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