La decisione adottata il 14 ottobre modifica le zone di protezione e sorveglianza e prevede ulteriori restrizioni in 13 distretti. Le scadenze differiscono tra le diverse aree e alcune indicazioni nell’allegato non sono coerenti. La malattia colpisce pecore e capre e non si trasmette all’uomo.
La Commissione europea ha modificato, con una decisione adottata il 14 ottobre 2026, le zone e le scadenze delle restrizioni per il vaiolo ovino e caprino in Romania, dopo la notifica di altri 30 focolai tra l’8 settembre e il 9 ottobre 2026. Le misure mirano a limitare la diffusione della malattia tra gli allevamenti e hanno conseguenze sulla movimentazione di pecore e capre. Il calendario varia a seconda della zona e la conclusione di una fase non significa la revoca di tutte le restrizioni nel distretto interessato.
In breve
La Commissione ha modificato le zone e le scadenze delle restrizioni dopo la notifica di altri 30 focolai tra l’8 settembre e il 9 ottobre.
Attorno ai focolai sono delimitate zone di protezione di cinque chilometri e zone di sorveglianza di 20 chilometri.
Le zone aggiuntive comprendono 13 distretti, ad eccezione delle aree di protezione e sorveglianza. Per questa categoria è indicata la scadenza del 10 dicembre.
Gli allegati contengono incongruenze relative alla delimitazione e ai periodi. Le condizioni per una movimentazione degli animali devono essere stabilite con l’autorità sanitaria veterinaria competente.
La malattia non si trasmette all’uomo, ma minaccia la salute dei greggi e può perturbare il trasporto degli animali e l’attività degli allevatori.
La decisione di esecuzione (UE) 2026/2321 è stata adottata il 14 ottobre e pubblicata nella Gazzetta ufficiale dell’UE il 16 ottobre. Essa sostituisce gli allegati della decisione che stabilisce le misure di emergenza per la Romania. L’aggiornamento modifica le delimitazioni geografiche e i periodi previsti in tali allegati, in funzione dell’evoluzione dell’epidemia e del rischio di trasmissione della malattia.
I 30 focolai aggiuntivi sono stati notificati a Brăila, Buzău, Constanța, Giurgiu, Gorj, Ialomița, Iași, Teleorman, Tulcea e Vrancea, secondo la Commissione. Alcuni si trovavano al di fuori delle zone già soggette a restrizioni. Il documento cita in questo contesto Ialomița, Giurgiu, Teleorman e Vrancea, dove la malattia non era stata segnalata in precedenza. La cifra descrive le notifiche del periodo specificato nella decisione e non rappresenta il bilancio di tutti i focolai attivi in Romania alla data di pubblicazione di questo articolo.
Attorno ai focolai, l’allegato I delimita zone di protezione nel raggio di cinque chilometri e zone di sorveglianza nel raggio di 20 chilometri, in base alle coordinate riportate nel documento. Le aree di protezione sono escluse dalla zona di sorveglianza che le circonda. La separazione consente di applicare misure adeguate alla distanza dal focolaio, nel quadro delle norme europee sul controllo delle malattie animali.
Per allevatori e trasportatori è determinante l’inclusione dell’allevamento nell’area interessata. Una zona di sorveglianza può superare i confini del distretto in cui si trova il focolaio. Ad esempio, attorno ai focolai di Buzău, la decisione comprende porzioni di Buzău, Brăila e Ialomița. Attorno a quelli di Iași, la sorveglianza copre anche porzioni di Neamț. Queste delimitazioni non significano che tutti gli allevamenti dei distretti elencati siano sottoposti allo stesso regime sanitario veterinario.
Al di là delle aree vicine ai focolai, la parte B dell’allegato I stabilisce zone aggiuntive soggette a restrizioni. Sono compresi i territori di 13 distretti, ad eccezione delle porzioni già classificate come zone di protezione o sorveglianza. L’elenco comprende Ialomița, Buzău, Brăila, Iași, Neamț, Gorj, Hunedoara, Teleorman, Tulcea, Constanța, Galați, Giurgiu e Vrancea. Per questa categoria, la tabella indica la data del 10 dicembre 2026.
L’allegato II prevede una fase successiva, tra l’11 dicembre 2026 e il 9 gennaio 2027, per le aree cui fa riferimento l’articolo 1b della decisione di base. Il testo pubblicato contiene tuttavia un’incongruenza territoriale. Hunedoara compare nella colonna con i distretti, ma manca dalla descrizione dell’area riportata accanto. Nell’allegato I compaiono inoltre sovrapposizioni tra i periodi indicati per la protezione e la sorveglianza in alcune aree di Iași e Tulcea. Il documento non offre quindi un calendario inequivocabile per ogni situazione locale.
L’obiettivo delle misure è prevenire la trasmissione della malattia da un allevamento all’altro e verso altre regioni o Stati membri. La Commissione sottolinea che i focolai possono perturbare la movimentazione degli animali e il commercio di prodotti di origine animale, comprese le esportazioni verso Paesi terzi. La decisione di ottobre modifica gli allegati sulla regionalizzazione; con tale modifica non annuncia la ripresa generale delle esportazioni di ovini e caprini.
Il vaiolo ovino e caprino è una malattia virale che può provocare febbre, lesioni della pelle e degli organi interni e la morte degli animali. L’Organizzazione mondiale per la salute animale precisa che i virus responsabili non infettano gli esseri umani. Il rischio descritto dalle misure europee riguarda la salute degli animali e le perdite economiche per gli allevatori.
Per una specifica movimentazione di animali, l’inquadramento dell’azienda e le condizioni applicabili devono essere stabiliti con la direzione sanitaria veterinaria competente. La distinzione tra le aree resta essenziale. La data in cui termina la protezione attorno a un focolaio può essere seguita dalla sorveglianza o da altre restrizioni, e il semplice raggiungimento di una scadenza indicata nella tabella non costituisce un’autorizzazione al trasporto.
https://2eu.brussels/ro/news/comisia-extinde-restrictiile-pentru-variola-ovina-si-caprina-din-romania-dupa-30-de-focare-suplimentare
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