La Commissione europea afferma di aver individuato il blocco tecnico nella legislazione dell’UE che incide sulla vaccinazione contro la peste dei piccoli ruminanti in Romania e di essere già al lavoro per modificare le norme. Francisco Riverigo Gordejo, capo dell’Unità Salute animale della DG SANTE, ha dichiarato che i servizi della Commissione sono in contatto quotidiano con le autorità rumene e che la modifica dovrebbe essere effettuata entro il momento in cui la vaccinazione sarà attuata.
La Commissione europea sta già lavorando alla modifica di una parte della legislazione sulla vaccinazione contro la peste dei piccoli ruminanti, dopo aver individuato un blocco tecnico che interessa la Romania. Francisco Riverigo Gordejo, capo dell’Unità Salute animale della Direzione generale Salute e sicurezza alimentare, DG SANTE, ha detto agli eurodeputati della Commissione per l’agricoltura che i servizi dell’esecutivo europeo sono in contatto quotidiano con le autorità rumene e conoscono esattamente il problema che deve essere corretto.
In breve
1.Francisco Riverigo Gordejo ha affermato che, nel caso della Romania, la vaccinazione è la soluzione che la Commissione ritiene necessaria per eliminare la peste dei piccoli ruminanti e riprendere il commercio.
2.La Commissione ha individuato un blocco tecnico in una parte dell’allegato di un regolamento delegato e afferma di aver già iniziato a lavorare alla sua modifica.
3.Il funzionario europeo ha precisato che la DG SANTE è in contatto diretto e quotidiano con le autorità rumene in merito al problema della vaccinazione.
4.Le norme attuali prevedono restrizioni per lo spostamento degli animali vaccinati e dei prodotti da essi ottenuti e, in determinate situazioni, un periodo di 24 mesi dall’ultima vaccinazione.
5.La modifica annunciata dalla Commissione è in preparazione. Il nuovo testo giuridico non è ancora stato adottato e gli effetti esatti sul commercio e sulle esportazioni dipenderanno dalla forma finale delle norme.
Riverigo Gordejo ha risposto in AGRI alle domande sollevate dagli eurodeputati rumeni riguardo alle conseguenze della vaccinazione per gli allevatori e alla possibilità di commercializzare animali e prodotti da essi ottenuti. Ha presentato senza ambiguità la posizione della Commissione sulla necessità dell’intervento sanitario: in un Paese in cui il virus circola, il mantenimento della malattia blocca le prospettive commerciali, mentre la vaccinazione, seguita dall’eliminazione dell’agente patogeno, può consentire la ripresa del commercio.
Il problema è che le attuali norme europee sulla vaccinazione contro la peste dei piccoli ruminanti producono proprie restrizioni commerciali. Il regolamento delegato che stabilisce le condizioni della vaccinazione d’emergenza prevede norme per lo spostamento degli animali vaccinati e dei prodotti da essi ottenuti. Se gli animali vaccinati vengono mantenuti negli allevamenti, l’attuale quadro prevede un periodo di 24 mesi dall’ultima vaccinazione, accompagnato da sorveglianza clinica e di laboratorio. Se tutti gli animali vaccinati vengono macellati o abbattuti, il periodo di attesa previsto è di sei mesi.
La Commissione riconosce ora che esiste un problema nel modo in cui queste norme funzionano per la Romania. Riverigo Gordejo ha spiegato che il blocco si trova negli elementi tecnici di una parte dell’allegato del regolamento delegato e che i servizi della Commissione hanno già individuato il punto da modificare. Ha detto che l’esecutivo europeo ha iniziato ad agire per risolvere il problema e che mantiene uno stretto contatto con le autorità rumene.
Il funzionario della DG SANTE ha indicato anche un calendario politico dell’intervento, senza tuttavia fornire una data giuridica precisa. Secondo la sua spiegazione, la Commissione mira a modificare la legislazione entro il momento in cui la Romania avrà attuato la vaccinazione. Questa affermazione indica l’intenzione dell’esecutivo europeo di coordinare la modifica delle norme con il programma rumeno, ma non equivale all’adozione dell’atto giuridico né a una data obbligatoria di entrata in vigore.
Per la Commissione, il problema rumeno fa parte di una discussione europea più ampia sull’uso della vaccinazione al posto di strategie basate esclusivamente sull’abbattimento degli animali e sulla limitazione della circolazione. La valutazione della legislazione europea in materia di salute animale ha individuato la vaccinazione come uno degli ambiti in cui le norme possono essere migliorate, sia per rendere lo strumento più attraente per gli Stati e gli allevatori, sia per ridurre le conseguenze commerciali che possono scoraggiarne l’uso.
Riverigo Gordejo ha citato l’esperienza di Francia, Spagna e Italia nella lotta contro la dermatite nodulare contagiosa per dimostrare che una vaccinazione coordinata può eliminare un virus senza trasformare le restrizioni commerciali in un ostacolo permanente. Ha affermato che tale esperienza può fungere da riferimento per adeguare le norme applicabili ai piccoli ruminanti, con regole che tengano conto sia della realtà epidemiologica sia della possibilità di mantenere il commercio in condizioni di sicurezza.
La Commissione avverte tuttavia che la vaccinazione non elimina tutti i problemi di sorveglianza. In una popolazione vaccinata, rilevare la circolazione del virus può diventare più difficile, il che richiede un monitoraggio supplementare e costi maggiori. Per questo motivo, la modifica delle norme non significa la scomparsa di tutti i controlli, bensì la ricerca di un sistema che consenta l’uso della vaccinazione senza che gli animali sani e i prodotti da essi ottenuti rimangano inutilmente bloccati da restrizioni sproporzionate.
Esiste anche una differenza tra il commercio all’interno dell’Unione e le esportazioni verso Paesi terzi. La Commissione può modificare le norme europee relative allo status sanitario, alla circolazione e alle condizioni applicabili agli animali vaccinati, ma la loro accettazione sui mercati esterni dipende anche dalle autorità dei Paesi importatori. La DG SANTE lavora parallelamente affinché i partner commerciali accettino meglio la vaccinazione e la regionalizzazione come strumenti di lotta contro le malattie, ma la modifica della legislazione dell’UE non garantisce automaticamente la riapertura di ogni mercato al di fuori dell’Unione.
Per gli allevatori rumeni, il prossimo passo decisivo sarà il testo giuridico con cui la Commissione modificherà l’allegato individuato da Riverigo Gordejo. Solo quel documento mostrerà quali restrizioni saranno modificate, a quali condizioni potranno circolare gli animali vaccinati e i prodotti da essi ottenuti e quanto rapidamente la vaccinazione potrà trasformarsi da strumento sanitario in una via realistica verso la ripresa del commercio.
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