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La Romania, insieme a Bulgaria, Cipro, Croazia e Grecia, ha chiesto martedì, a Bruxelles, alla Commissione europea misure urgenti per sostenere il settore ovino e caprino, colpito dalle restrizioni imposte nel contesto dell’evoluzione dei focolai di malattia. La questione è stata inserita nell’agenda della riunione dei ministri dell’Agricoltura, dopo che il divieto di esportazione degli ovini ha causato ingenti perdite economiche agli allevatori e all’industria.
I cinque Paesi chiedono l’applicazione di restrizioni più flessibili e proporzionate, basate sulla valutazione del rischio. Gli animali sani provenienti da allevamenti e zone non colpiti dovrebbero poter essere movimentati e commercializzati, nel rispetto di controlli veterinari rafforzati. Gli Stati chiedono inoltre un’analisi del ruolo della vaccinazione per le malattie di categoria A, l’agevolazione della circolazione nell’Unione europea degli animali vaccinati e dei prodotti derivati, nonché la prosecuzione delle esportazioni verso i Paesi terzi.
La Romania sostiene inoltre l’adattamento delle norme europee in materia di salute animale alla situazione epidemiologica e ai progressi scientifici e tecnologici. Sono richiesti anche indennizzi per le perdite di reddito, i costi aggiuntivi di alimentazione e mantenimento e la perdita dei mercati.
La scorsa settimana, il presidente dell’ANSVSA, Alexandru Bociu, stimava che le esportazioni rumene di ovini potrebbero riprendere entro la fine dell’anno. La campagna nazionale di vaccinazione dovrebbe iniziare intorno al 1º ottobre e durare tra 30 e 45 giorni.
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