Il Tribunale dell'Unione Europea ha confermato la decisione della Commissione di non sottoporre Edge agli obblighi supplementari previsti dal Digital Markets Act. Opera Norway, l'azienda che sviluppa il browser Opera e compete con Edge, aveva contestato questa decisione, sostenendo che l'integrazione del browser Microsoft in Windows gli conferisce un vantaggio sufficiente per l'applicazione delle regole DMA.
Microsoft Edge può rimanere al di fuori degli obblighi supplementari applicati ai "gatekeeper" dal Digital Markets Act, dopo che il Tribunale dell'Unione Europea ha respinto il 2 settembre l'azione introdotta da Opera Norway, l'azienda norvegese che sviluppa il browser Opera e compete con Edge. Opera aveva contestato la decisione della Commissione Europea di non designare Microsoft come gatekeeper per il suo browser, sostenendo che la posizione di Edge nell'ecosistema Windows e i vantaggi derivanti dalla preinstallazione e dalle impostazioni predefinite giustificavano l'applicazione delle regole DMA.
In breve Il Tribunale UE ha respinto integralmente l'azione di Opera Norway contro la decisione con cui la Commissione ha rifiutato di designare Microsoft come gatekeeper per Edge. Edge rappresentava il 5,8% delle visualizzazioni di pagine web su tutti i tipi di dispositivi in Europa a dicembre 2022, rispetto al 59% per Chrome e al 22% per Safari. Il Tribunale ha accettato che la dipendenza di Edge dal motore di browser Blink limita il controllo autonomo di Microsoft su alcune funzioni essenziali del browser. La preinstallazione di Edge in Windows, la sua impostazione predefinita e la promozione attraverso altri servizi Microsoft non sono state sufficienti affinché il browser fosse considerato un importante gateway tra aziende e utenti. Opera è stata comunque considerata direttamente e individualmente colpita dalla decisione, poiché la designazione di Edge avrebbe potuto portare alla visualizzazione di Opera nella schermata di scelta del browser per gli utenti Windows. Opera Norway sviluppa il browser Opera, uno dei concorrenti di Edge nel mercato europeo. L'azienda è stata tra i fornitori di browser consultati dalla Commissione durante l'indagine su Edge e ha successivamente contestato la decisione di febbraio 2024 in cui Microsoft non è stata designata come gatekeeper per il browser.
La disputa è iniziata dopo che Microsoft ha notificato alla Commissione nel 2023 che Windows, Bing, Edge e Microsoft Advertising superavano le soglie quantitative previste dal Digital Markets Act. Windows è stato designato come servizio detenuto da un gatekeeper, ma Microsoft ha sostenuto che Bing, Edge e Microsoft Advertising non operavano in pratica come porte sufficientemente importanti tra aziende e utenti, anche se superavano i criteri numerici. La Commissione ha aperto un'indagine e, a febbraio 2024, ha accettato questo argomento. Nel caso di Edge, uno degli elementi principali analizzati è stato il livello effettivo di utilizzo. I dati disponibili alla Commissione mostrano che il browser Microsoft rappresentava il 5,8% delle visualizzazioni di pagine web su tutti i tipi di dispositivi in Europa a dicembre 2022. Chrome aveva il 59%, Safari il 22%, e per il periodo 2020-2022 Firefox si attestava al 6,4%, sopra il livello del 3,9% attribuito a Edge per lo stesso periodo.
Opera ha sostenuto che l'uso di tali confronti equivaleva a un'analisi di quota di mercato inadeguata per la designazione di un gatekeeper. Il Tribunale ha respinto l'argomento e ha stabilito che il livello di utilizzo può essere utilizzato per valutare l'importanza reale di un servizio senza che questo debba necessariamente significare la definizione di un mercato nel senso classico del diritto della concorrenza. Un secondo elemento è stata l'architettura tecnica di Edge. Il browser Microsoft utilizza Blink, il motore open-source utilizzato anche da Chrome e Opera e gestito nell'ambito del progetto Chromium. Il motore di browser controlla funzioni essenziali come l'interpretazione e la visualizzazione delle pagine web, la velocità, l'affidabilità e la compatibilità di queste ultime. Il Tribunale ha accettato la conclusione della Commissione che la dipendenza da Blink riduce l'autonomia di Microsoft su alcuni elementi centrali di Edge. Anche se Microsoft può proporre modifiche a Blink, queste devono essere valutate e approvate nell'ambito del progetto Chromium, il che limita la capacità dell'azienda di controllare unilateralmente il motore. I giudici hanno ritenuto che questo elemento possa essere rilevante per valutare la capacità di Microsoft di utilizzare il browser per influenzare a proprio vantaggio l'attività delle aziende che forniscono contenuti e servizi online.
Opera ha attribuito maggiore importanza ai vantaggi ottenuti da Edge attraverso l'integrazione in Windows. Microsoft ha preinstallato il browser sul proprio sistema operativo, lo ha impostato come predefinito, lo ha fissato sulla barra delle applicazioni e ha configurato alcuni servizi Windows in modo che le pagine si aprissero automaticamente in Edge. Quando gli utenti cercavano di scaricare un browser concorrente da Edge, Microsoft mostrava anche messaggi incoraggiandoli a rinunciare a questa scelta, e Bing Chat ha beneficiato in un certo momento di accesso preferenziale tramite Edge. Il Tribunale ha confermato però che queste pratiche non hanno reso Edge sufficientemente importante nell'uso effettivo. Anche sui computer con Windows, Chrome era utilizzato molto più intensamente di Edge, e Edge aveva un livello di utilizzo simile a Firefox. L'integrazione nell'ecosistema Microsoft non ha prodotto, nella valutazione del tribunale, un vantaggio sufficientemente forte affinché il browser fosse considerato un importante gateway nel senso del DMA.
La sentenza contiene però anche un accertamento favorevole a Opera riguardo al suo diritto di contestare la decisione. La Commissione e Microsoft sostenevano che l'azienda norvegese non fosse sufficientemente colpita in modo diretto e individuale per poter presentare l'azione, ma il Tribunale ha respinto questa obiezione. L'argomento centrale riguarda la schermata di scelta del browser prevista dal DMA. Se Microsoft fosse stata designata come gatekeeper anche per Edge, agli utenti di Edge su Windows sarebbe dovuta essere offerta una lista dei principali browser disponibili e la possibilità di scegliere uno di essi come opzione predefinita. Il Tribunale ha constatato che Opera era uno dei principali browser in Europa e che avrebbe potuto apparire in questa lista, così come era già apparso nelle schermate di scelta offerte per Chrome e Safari. Il tribunale ha ritenuto che questa possibilità potesse avere un effetto commerciale significativo per Opera. Edge e Opera avevano livelli di utilizzo simili su alcune misure, e Opera è ottimizzato per Windows. Una schermata di scelta avrebbe permesso all'azienda di raggiungere più facilmente gli utenti di Edge e di aumentare la propria capacità di competere con Microsoft.
Questa conclusione ha dato a Opera il diritto di ottenere l'esame di merito del caso, ma non ha cambiato il risultato. Il Tribunale ha respinto gli argomenti riguardanti l'uso di Edge, il ruolo di Blink, i vantaggi dell'ecosistema Windows e il modo in cui la Commissione ha condotto l'indagine. I giudici hanno chiarito anche gli obblighi della Commissione quando un'azienda cerca di dimostrare che le soglie quantitative del DMA non riflettono la reale posizione di un servizio. La Commissione deve condurre l'indagine con attenzione e imparzialità e tenere conto delle informazioni rilevanti che ha o che potrebbe ragionevolmente ottenere, senza limitarsi esclusivamente agli argomenti dell'azienda indagata. Nel caso di Edge, il Tribunale ha constatato che l'analisi della Commissione è andata oltre gli argomenti presentati da Microsoft. Sono state valutate l'integrazione del browser nell'ecosistema dell'azienda, il potenziale impatto delle funzioni di intelligenza artificiale, le caratteristiche di Edge e la sua importanza per diverse categorie di aziende che forniscono servizi online. Il tribunale ha ritenuto che le informazioni disponibili fossero sufficienti per concludere che Edge non rappresentava un importante gateway. La sentenza mantiene quindi la situazione stabilita a febbraio 2024: Microsoft è gatekeeper per Windows, ma Edge non è designato separatamente come servizio-piattaforma che costituisce un importante gateway nel senso del DMA.
Il Digital Markets Act impone obblighi supplementari alle aziende che controllano servizi digitali sufficientemente importanti per funzionare come punti di accesso tra aziende e utenti. Per i browser, tali obblighi possono includere la facilitazione della modifica delle impostazioni predefinite e l'offerta di una schermata attraverso la quale gli utenti possano selezionare altri servizi disponibili. La sentenza del Tribunale del 2 settembre non è necessariamente l'ultima fase del caso. La decisione può essere impugnata presso la Corte di Giustizia entro due mesi e dieci giorni dalla notifica, ma un eventuale ricorso può riguardare solo questioni di diritto.
https://2eu.brussels/ro/news/microsoft-edge-ramane-in-afara-regulilor-speciale-pentru-gatekeepers-dupa-ce-tribunalul-ue-respinge-actiunea-opera
Ultime notizie
23:01
22:52
22:49
22:37
22:20
Vedi altre notizie